Le si chiama Brianna Karp, californiana, ed era una ragazza ricca. Aveva una Laurea, un cottage-lusso nel quale viveva in affitto e un lavoro in un’azienda che le faceva guadagnare 50mila dollari all’anno.

Alla fine di febbraio, sarà un anno che la stessa Brianna Kamp vive in un furgone nel parcheggio della catena di supermercati Wal-Mart, dove non ha più elettricità, acqua e soldi. Che cosa è successo? Lei lo spiega in questo modo: “Sono una ragazza come tante, con la differenza di non godere dei privilegi di una residenza permanente…”

A febbraio 2009, l’azienda in cui Brianna lavora da poco come assistente di direzione (prima si è fatta le ossa accettando lavori al minimo sindacale e svolgendone sempre due in modo permanente, a volte anche tre) la licenzia a causa della crisi economica; i tagli al personale sono stati irrevocabili e Brianna si è ritrovata senza soldi, senza casa e senza lavoro.

Dopo aver passato qualche giorno rifugiandosi a casa dei suoi genitori, questi, entrambi sofferenti di depressione cronica, la cacciano di casa.

A Brianna, che ha bisogno di un posto dove dormire ma non può ripiegare sugli amici (“Sono messi peggio di me” – dice lei) non resta che trasferirsi in un furgone che il suo padre naturale le aveva lasciato in eredità pochi mesi addietro, prima di suicidarsi.

Brianna è ufficialmente una senza tetto, vive in un furgone vicino ad un discounter alimentare e ha solo 300 Dollari di risparmi.

«Mi sono trovata senza casa in tre giorni. L’idea mi terrorizzava, non avevo mai pensato di poter vivere in strada. Ho studiato, ho talento, ho sempre lavorato sodo: com’era potuto succedere? Sono scoppiata in lacrime, ho pianto per ore. Ho pianto e ho aspettato che il panico passasse. Poi ho iniziato a pianificare il futuro»

Con 5 dollari, prende un caffè e inizia a sfruttare la connessione WiFi del bar. Dato che (tragicamente) il tempo non le manca, mentre cerca un nuovo lavoro inizia anche a scrivere un blog, “Guida per ragazze senzatetto” e i lettori cominciano a seguirla con grande passione. Alcune persone nella sua stessa condizione la incoraggiano, altre si fermano per commentare i suoi post sulla moda, altri ancora leggono incuriositi le sue storie su come procurarsi acqua e cibo dal nulla, incluso come guardare film gratis e intrufolarsi agli eventi per razziare il buffet.

Tra i tanti lettori ce n’è uno, Matt di Portsmouth, che è nella stessa situazione. Il blog di Brianna decolla ma i CV che continua ad inviare non ricevono risposta e i suoi colloqui di lavoro continuano a non andarle bene, poi, un giorno, Matti di Portsmouth la va a trovare nel suo furgone. I due si innamorano e lei si trasferisce nel furgone di lui, a Londra:

«Mi capisce meglio di chiunque altro. Certo, entrambi vorremmo delle vite diverse, ma cerchiamo di sostenerci a vicenda. Non so ancora quando tornerò in America. Ho affittato la mia roulotte ad un altro homeless»

E forse arriva anche un po’ di fortuna. Allo scoccare del suo primo anno da barbona, i post migliori diventeranno un libro che Brianna ha già deciso di pubblicare con un editore.

“Sono felice, mi è arrivato metà anticipo delle vendite del libro. Ora potrò permettermi una casa vera. Almeno per un po’. Dopo, boh, non lo so. Ma la speranza ce l’ho sempre”

– potete Brianna sul suo sito per barboni con il pedigree.