Buried” è un thriller kafkiano diretto dall’esordiente Rodrigo Cortés con Ryan Reynolds.

Sceneggiato da Chris Sparling, il film, che debutta nei cinema oggi 15 ottobre, ha conquistato il pubblico e la critica del Sundance Film Festival. Grazie all’inaspettato successo, Buried è diventato il caso dell’anno e molti produttori famosi di Hollywood, come Steven Spielberg, sono già in trattative per i diritti d’autore.

Infatti “Buried” è un film di appena 94 minuti, ambientato in una bara di legno seppellita nel deserto iracheno.

Il protagonista, un contractor americano di stanza in Iraq, Paul Conroy (Ryan Reynolds), si risveglia in una bara sotto terra dove ha a disposizione solo una matita, un telefonino quasi scarico e un accendino zippo. Non sa esattamente dove si trova né il perché, l’unica certezza è che ha novanta minuti per cercare di uscire di lì prima che l’ossigeno finisca. Paul è stato sequestrato da un iracheno che chiede un esoso riscatto. Tra paure e pianti, egli cerca di comunicare con il mondo esterno per salvarsi. Ma la burocrazia telefonica del mondo esterno non lo aiuta.

Il finale drammaticamente a sorpresa è la giusta conclusione di un sofferto ed emozionante viaggio nel mondo delle paure del subconscio.

La trama è semplice e lineare, la fotografia fissa nell’angusta bara, eppure lo spettatore viene subito catapultato insieme al protagonista in questa claustrofobica situazione. Con un ottimo Ryan Reynolds si soffre e si ride, si spera e si combatte per sopravvivere. L’empatia con il protagonista è immediata, intensa, vera.

Il rischio che una pellicola del genere poteva correre era di cadere nella banalità e nella noia. In realtà il regista è riuscito a mostrare tutta la sua genialità per raccontare una storia tanto assurda quanto tristemente realistica.

Ispirato al grande maestro del cinema Alfred Hitchcock, “Buried” condensa ansia, paura, emozione, tensione crescente. Anche quando la trama sembra chiara e ormai dipanata, Cortés capovolge tutto, iniettando nuovi fattori emotivi e di stress, per non far mai calare la tensione.

“Buried” è un film originale che lascia ben sperare nel futuro dei giovani cineasti come il promettente Rodrigo Cortés.