Il bypass gastrico non solo riduce il peso corporeo eliminando parte del grasso accumulato, ma riduce anche il desiderio di alcol: è quanto emerge da una nuova ricerca statunitense pubblicata su Biological Psychiatry e condotta dall’Università di Cincinnati, in Ohio.

Per questo studio, sono stati raccolti i dati di 80000 persone residenti negli Stati Uniti d’America, che erano state soggette a un intervento chirurgico volto alla perdita di peso, tra cui quello di Roux-en-Y, comunemente conosciuto con il termine bypass gastrico. Coinvolge lo stomaco e prevede la creazione di una piccola tasca nella parte superiore dello stesso. In questo modo, il cibo non passa per la maggior parte dello stomaco e per un pezzo di intestino, dunque si va a ridurre la quantità di cibo che una persona può mangiare e la quantità di nutrienti che può assorbire.

Lo spiega in modo dettagliato Jon Davis, ricercatore a capo dello studio in questione: «la procedura Roux-en-Y consiste nel ridurre le dimensioni dello stomaco fino a lasciare poco spazio per l’ingerimento del cibo. La piccola sacca è poi messa in comunicazione con l’intestino».

È emerso che coloro i quali avevano subito tale tipo di intervento, avevano una minore voglia di bere bevande alcoliche rispetto a prima, cosa che invece non è stata registrata in coloro che avevano subito altri tipi di interventi, come ad esempio il bendaggio gastrico.

I ricercatori pensano che l’improvviso calo nel consumo di alcolici, a seguito del bypass gastrico, possa essere dovuto all’innalzamento del GLP-1, un ormone che ha un ruolo nel limitare la quantità di cibo una volta sazi. Hanno reso noto che condurranno ulteriori ricerche per vedere se questo tipo di intervento possa aiutare, in futuro, coloro che soffrono di alcolismo.

«La procedura Roux-en-Y espone l’intestino a una maggiore quantità di cibo rispetto alla norma: questo provoca una sovrapproduzione di GLP-1, che dice al corpo di non assumere più calorie. Ma anche molti alcolici contengono calorie: di conseguenza si beve di meno. Testeremo ora questa ipotesi su delle cavie di laboratorio.»