Il caffè in gravidanza si può bere o rischia di avere degli effetti sui neonati rendendoli agitati e tenendoli svegli più del dovuto? Secondo uno studio brasiliano pubblicato su Pediatrics, non ci sarebbe un legame diretto tra il consumo di caffeina da parte della donna incinta e i risvegli dei piccoli appena nati.

Lo studio ha analizzato ben 4.200 mamme alle quali dopo il parto è stato proposto un questionario sul loro consumo di bevande a base di caffeina durante la gravidanza. Dopo 3 mesi l’indagine è stata ripetuta su un gruppo di 800 donne che allattavano al seno, ponendo domande circa la qualità e la durata del sonno dei loro bambini nei 15 giorni precedenti.

Tutte o quasi le intervistate bevevano abitualmente caffè o bevande contenenti caffeina in una dose giornaliera di circa 3 tazze, ed è emerso che anche se una lieve correlazione esiste in quanto i risvegli notturni dei neonati erano più frequenti tra le mamme che avevano assunto più caffeina in gravidanza e continuavano a farlo durante l’allattamento, i dati non erano tali da costituire un valore statistico.

Era quindi possibile che esistano altri fattori e concause che portino a questi disturbi del sonno dei piccoli. Se quindi il caffè non va evitato drasticamente in gravidanza, come invece il fumo e l’alcol, resta la raccomandazione di non eccedere nelle dosi, oltre che per eventuali possibili disturbi sul neonato che come abbiamo visto non sono dimostrati, anche per la salute e la tranquillità della stessa futura mamma.

Si sa che il periodo di gestazione così come quello successivo al parto possono portare a disturbi del sonno e un consumo elevato di caffeina da parte delle donne può solo peggiorare la situazione rendendole ancora più stanche e stressate, in un momento in cui invece hanno bisogno di tutta la forza e la calma possibile per accudire il piccolo.

Ricordiamo inoltre che la caffeina non è contenuta solamente nel caffè ma anche in altre bevande come il , il matè, alcune bevande contenenti cola e anche nel cacao e cioccolato in tutte le loro forme e preparazioni.

Fonte: Corriere