Che fine hanno fatto i protagonisti delle serie degli anni ’80?

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Gli anni ’80 sono stati indubbiamente l’età dell’oro per le serie statunitensi, un’epoca di cambiamenti radicali nei costumi e nella cultura della società americana, che si rinnovava attraverso questi personaggi. La TV ha spesso dato vita a saghe familiari che sono entrate nella storia della televisione e sono state subito amate dall’Occidente.

In Italia, ancora oggi, molte di queste serie vengono replicate, in fasce orarie scarsamente popolate, come la mattina, quando tutti sono a scuola o al lavoro o impegnati in faccende domestiche, oppure durante la notte. Ma che fine hanno fatto gli attori che interpretavano i miti di tutta una generazione? La maggior parte ha continuato il proprio lavoro godendo di una discreta celebrità.

Uno di questi telefilm di successo era “I Jefferson“, ambientato a New York, dove una coppia di afroamericani gestiva una catena di lavanderie, che però non si vedevano mai, dato che la maggior parte delle scene era ambientata in casa della coppia. Sherman Hemsley continua a essere produttore e istrione, anche se la sua ultima prova d’attore risale al 2007, con “For the love of a dog”. Isabel Sanford, la prima donna di colore a vincere un Emmy, dopo la serie è apparsa in numerosi cameo pubblicitari e come guest star in “Willy, il principe di Bel Air”. Si è spenta nel 2004 per arresto cardiaco.

Una strana famiglia era quella di “Super Vicky“: un ingegnere inventava una robottina e la faceva vivere come fosse la sua figlioletta, tra gag esilaranti e paura di essere scoperti. La piccola protagonista Tiffany Brissette è oggi infermiera a Boulder in Colorado, mentre Jerry Supiran, che interpretava il suo fratellino, non ha proseguito la carriera, anche se sul suo conto si sono diffuse numerose leggende metropolitane: una di queste voleva che l’attore avesse cambiato nome e fosse in realtà Billy Corgan, solista degli Smashing Pumpkins.

Ralph supermaxieroe” raccontava di un professore che, ricevuti dei superpoteri, diveniva un eroe un po’ maldestro. Il protagonista William Katt, proveniente all’epoca da due grossi capolavori cinematografici, “Un mercoledì da leoni” e “Carrie, lo sguardo di Satana”, ha proseguito una carriera prolifica e a tutt’oggi ha numerosi film in attivo.

Una serie evocativa per molti di noi, che affonda le sue radici nei tardi anni ’70, è “Alice“, la storia di questa cameriera, rimasta vedova con un figlio, e della sua giornata lavorativa accanto al cuoco Mel e alle colleghe Flo e Vera. La protagonista Linda Lavin ha interpretato di recente alcune parti da guest star, ne “I soprano” e in “O.C.”, dov’era la nonna di Seth Coen; mentre il cuoco Mel, Vic Tayback è scomparso per arresto cardiaco a sessant’anni, ma resta per sempre immortale nel suo spot dell’Acqua Velva.

Un telefilm che, come abbiamo già spiegato, ha modificato l’immagine dell’afroamericano medio nelle serie TV è “I Robinson“. I due protagonisti Phylicia Rashad e Bill Cosby continuano a produrre spettacoli televisivi: Cosby in particolare sta realizzando un film sul cartone “Fat Albert”, riveduto e corretto, perché colmo di cenni razzisti, che furono analizzati nella tesi di laurea dell’attore. La “piccola” Rudy, Keshia Knight Pulliam è una sociologa; Lisa Bonet è stata una produttrice soprattutto musicale, oltre a coltivare un’interessante carriera nel cinema; infine Raven Simoné è diventata la leader delle Cheetah Girls.

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Tag: telefilm
  • Paolo

    Di tutti quelli che hai nominato, alcuni avevano ambientazioni… Non so, ma ai miei occhi di bambino sembravano lugubri. I Robinson, i Jefferson, a volte si lanciavano in dissertazioni troppo da adulti per l’età che avevo, infatti tendevo a evitarli. Allo stesso modo evitavo cartoni come Capitan Harlock e Galaxy Express 999, ad esempio. Non parliamo proprio di Twin Peaks, troppo lugubre (oltre che sconclusionato) ancora adesso, ma mia madre lo vide tutto, ricordo che ne parlava bene. Comprò anche TV Sorrisi e Canzoni, una volta che aveva come allegato “Il diario segreto di Laura Palmer” in cui si parlava delle sue esperienze con droga, sesso e quant’altro.
    Per me bambino, Supervicky era il massimo, anche se ora programmi come Supervicky non riuscirei più a vederli, troppo idioti. Ma allora, evidentemente, ero troppo idiota io :-D

  • http://lecadavreesquisit.splinder.com Angela Leucci

    non è questione di essere idioti, è che la comicità segue il passo coi tempi e supervicky era un telefilm per bambini. per il resto, de gustibus, ognuno ha avuto un suo percorso, anche in questo senso.

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