Christian Dior, couturier dei sogni (couturier du rêve, in francese) è la mostra che il museo Les Arts Décoratifs di Parigi dedica al suo stilista, dal 5 luglio fino al 7 gennaio 2018, esposizione sostenuta dalla Maison Dior e dal mecenatismo di Swarovski.

A due giorni dalla sfilata Haute Couture autunno inverno 2017-18, andata in scena a Les Invalides e orchestrata per la seconda volta da Maria Grazia Chiuri, in occasione dei 70 anni della creazione della Maison, il museo francese di Rue de Rivoli, fedele alla sua missione di farsi testimone dell’arte di vivere e del savoir faire francese, ospita una selezione di 300 creazioni Haute Couture dal 1947 a oggi.

Non solo gli abiti realizzati da Monsieur Dior dagli inizi al 1957 (già oggetto di una mostra allestita nel 1987), dunque, ma anche quelli di Yves Saint Laurent, che alla morte gli successe alla direzione creativa, di Marc Bohan, alla guida fino al 1989, Gianfranco Ferré, dal 1989 al 1996, il divino John Galliano, licenziato in tronco nel 2011 per insulti razzisti, Raf Simons, direttore creativo solo per tre anni, e Maria Grazia Chiuri, prima donna al timone della Maison, dal 18 luglio 2016: un viaggio affascinante per scoprire come è cambiato negli anni il modo di declinare quell’universo stilistico che nel New Look della giacca T-Bar e della gonna a corolla trovò il suo abbrivio. Accanto ai sei stilisti, le creazioni di Frédéric Castet per l’alta pellicceria, di  Serge Lutens, TyenPeter Philips per la bellezza, François Demachy per i profumi.

Si parte con l’infanzia di Christian Dior a Granville, gli anni folli della scoperta delle avanguardie artistiche e degli spettacoli nella Ville Lumière. Sculture e documenti esposti, poi, stanno a ricordare gli anni, dal ’28 al ’34, in cui diresse con Jacques Bonjean e Pierre Colle una galleria d’arte e ebbe la possibilità di incontrare artisti – sia famosi che alle prime armi – della sua generazione, da Giacometti a Dalì, da Calder a Jean Cocteau.

Come anche la più matura Coco Chanel (nata nel 1883, 22 anni prima di Dior), sua contemporanea, il giovane Dior ama le antichità e gli oggetti d’arte, ama e colleziona Art Nouveau, è appassionato di giardinaggio, è solito arredare le sue residenze private di preziose porcellane e cineserie.

Temi e ispirazioni che sono diventati leit motiv delle sue e delle collezioni a seguire: l’arte e la fotografia, la profusione di colori e le texture, la rigorosa eleganza parigina, il riferimento alla decorazione neoclassica, i tesori esotici, la fascinazione per il tema floreale. L’allestimento di Nathalie Crinière, scenografa che da tempo ha legato il suo nome ad Avenue Montaigne, evoca in maniera suggestiva ora una galleria d’arte, un atelier, una strada, un boudoir, i viaggi o un giardino meraviglioso.

Il racconto procede poi cronologicamente, di abito in abito, da un direttore creativo all’altro, snocciolando davanti agli occhi incantati del visitatore il modo di intendere l’Haute Couture di ognuno di loro, interpretando con originalità e nello spirito del proprio tempo quelle indicazioni iniziali che hanno creato lo stile Dior.

Galleria di immagini: Christian Dior, le foto della mostra per i 70 anni della Maison

Savoir faire e tecnica, senza i quali l’alta moda non esisterebbe, sono messi in scena in un atelier: tagliatori, sarti, ricamatori lavorano circondati da manichini, bozzetti e dipinti. In una galleria, poi, è possibile assistere a un riepilogo delle modifiche avvenute alla linea e all’allure Dior dal ’47 a oggi, attraverso frammenti di film e di sfilate.

Il percorso si conclude in una sala da ballo, in cui vengono presentati sontuosi abiti da sera, molti dei quali indossati da clienti famose che hanno contribuito a rendere immortale la Maison Dior, dalla principessa Grace di Monaco a Lady Diana, da Charlize Theron fino a Jennifer Lawrence.

E la Lawrence, volto della campagna del Dior Addict Lip Tattoo, era una delle tante celebrities invitate al vernissage della mostra Christian Dior, couturier dei sogni. Con lei, tra le tante, Bella Hadid, Cara Delevingne, Chiara Ferragni, Elizabeth Olsen, Eva Herzigova, Felicity Jones, Karlie Kloss, Laetitia Casta e Natalie Portman.

Tornare nel fragore delle strade parigine non sarà facile, risvegliandosi da quel sogno senza fine intessuto da Monsieur Dior e dai suoi successori; per qualche ora, ancora, il fruscio di tulle e organza, il luccichio di ricami e decorazioni preziose non potranno che accompagnare con una dolce malinconia, fatta di quell’impalpabile delicatezza che solo l’Haute Couture sa evocare.