Il colloquio di lavoro è un vero e proprio banco di prova per chi aspira a trovare un’occupazione. Molti credono che sia sufficiente esibire titoli su titoli per dimostrare la propria idoneità a ricoprire la posizione desiderata: la preparazione è certamente un requisito fondamentale, ma si accompagna a piccoli accorgimenti da tenere presenti quando ci si accinge a sostenere questo tipo di prova. Infatti persino gli accessori da portare con sé possono rivelarsi utili ai fini dell’assunzione.

Un colloquio di lavoro va affrontato meticolosamente sotto tutti i punti di vista: non è sufficiente sapere come presentarsi dialetticamente e come scegliere l’abbigliamento adeguato. Occorre anche sapere quali sono le cose da portarsi dietro per apparire professionali e colpire favorevolmente l’interlocutore. Ecco allora i magnifici cinque, ossia gli accessori da esibire al colloquio e grazie ai quali si potrebbe avere la meglio sugli altri candidati.

La prima cosa da avere con sé è un’agenda con il numero di telefono della persona con cui si ha l’appuntamento: infatti, nonostante una tempistica calcolata al nanosecondo, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Il numero dell’esaminatore a portata di mano eviterà una colossale figuraccia in caso di contrattempo, consentendo di annullare e spostare il colloquio. Vietato sottovalutare la questione: poche cose fanno arrabbiare gli esaminatori come un candidato in ritardo o, peggio, assente ingiustificato.

L’esaminatore resterà positivamente colpito se, alla richiesta delle referenze professionali, il candidato senza esitazione mostrerà una scheda, disgiunta dal curriculum, che riassume le posizioni lavorative ricoperte in precedenza. Presentarsi con due fascicoli distinti, uno riguardante l’istruzione e l’altro concernente l’esperienza professionale, è decisamente indicato per fare bella figura.

Terza cosa da portare: una bella copia del curriculum vitae, inserita in un fascicolo contenente a parte anche le esperienze professionali; questo accorgimento consentirà di evitare fastidiosi tempi morti qualora l’esaminatore faticasse a trovare la scheda del candidato in suo possesso. In tal modo si affronta il colloquio con un senso di sicurezza maggiore e mostrando una dote preziosa nel mondo del lavoro: l’affidabilità.

“Ha qualche domanda?”. Solitamente il colloquio si conclude a parti invertite, con l’esaminatore che chiede al candidato se desidera sapere qualcosa sulla società presso cui vuole lavorare. Questo capitolo merita un cenno particolare: anzitutto in questo caso bisogna avere con sé un bloc-notes su cui si saranno preventivamente annotate le domande da porre. Ma è importante ricordare che alcuni quesiti non vanno assolutamente posti in questa fase. Vietato per esempio chiedere chiarimenti riguardanti gli straordinari, le pause caffè e la personalità del capo. Meglio mordersi la lingua.

Ultimo accessorio da portare con sé a un colloquio di lavoro: una penna funzionante. Può succedere di avere necessità di annotare qualcosa di importante che viene detto durante il colloquio: tracciare segni macroscopici sul foglio per cercare di fare giungere l’inchiostro sulla punta della penna farebbe apparire il candidato come un parente troppo prossimo del ragionier Fantozzi. Molto meglio portare una penna degna di tale nome, al limite acquistandola il giorno stesso dell’appuntamento. Preparazione, gentilezza, abbigliamento consono e modi adeguati faranno il resto.

Fonte: Savvysugar