Nonostante siamo in primavera, il segreto per rimettersi in forma è il freddo. E, nonostante sembri un paradosso, il freddo brucia i grassi. Segnatevi questa parola, criolipolisi, perché ne sentiremo parlare molto. E per fortuna, per motivi che sembrano una buona notizia per chi ha bisogno di mandare giù cuscinetti di grasso e rotolini sui fianchi, oppure di tirare su i glutei.

Parola di Mathew Avram, dermatologo del Massachusetts General Hospital and Cosmetic Dermatology Laser Center che ha ideato la nuova cura contro i “centimetri” in più.

Crio deriva dal greco krýos e significa ghiaccio, gelo. La criolipolisi adopera le basse temperature per ridurre i depositi di grasso sotto la pelle. Arvam è partito dall’osservazione scientifica che il grasso è più suscettibile al freddo, e la sua tecnica è ora al vaglio della Food and Drug Administratrion e sotto il controllo dell’American Academy of Cosmetic Surgery, l’associazione dei dermatologi Usa.

Nella mitologia greca, Crio era un titano che personificava l’ideale della forza e della potenza. Sarà per questo che la nuova tecnica sembra essere davvero “forte”, perché promette risultati senza essere invasiva e, allo stesso tempo, l’azione del freddo interessa solo gli antiestetici accumuli di adipe, salvando la pelle da possibili danni.

In commercio esistono già molti prodotti cosmetici che si basano sull’effetto caldo-freddo, e la tecnica del freddo è già utilizzata in dermatologia per curare rughe, macchie e verruche: si riescono a veicolare negli strati più profondi della pelle i principi attivi congelati.

Attendiamo impazienti nuovi sviluppi di questi studi per sperare in una bellezza algida e glaciale. Ma non solo. Proprio in questi giorni si è sentito parlare anche di Crioterapia. Grazie a uno studio dell’Università di Detroit, le donne che scoprono di avere un tumore al seno non dovranno necessariamente ricorrere a un intervento chirurgico.

La crioterapia consiste nell’inserire, nel seno della donna, degli aghi molto sottili che hanno il compito di congelare la massa tumorale fino a eliminarla completamente. Il materiale impiegato è l’azoto liquido che raggiunge una temperatura media di -196°. Lo studio del professor Littrup è stato effettuato su 13 donne che rifiutavano l’intervento chirurgico, il risultato è stato soddisfacente.

Nuove aspettative quindi per le donne colpite da questo male che potranno sperare in una guarigione che non implichi un deturpamento estetico e cancelli ogni traccia, anche fisica, della malattia.