Gli scienziati dell’University of Michigan riaprono una delle questioni più dibattute di sempre: il collegamento tra genetica e depressione. I risultati pubblicati su Archives of General Psychiatry 1 smentiscono completamente i dati prodotti da uno studio del 2009.

Il precedente lavoro metteva in relazioni diversi fattori, quali l’interazione tra DNA, eventi stressanti e sviluppo della depressione, ma stabiliva che non vi era nessun tipo di correlazione. Ora i nuovi dati smentiscono i precedenti e si basano su un percorso di ricerca avviato sin dal 2001, secondo i risultati appare evidente un legame stretto tra il gene 5-HTTLPR, lo stress e la depressione. In particolare, innanzi a fattori debilitanti quali shock emozionali, lutti e abbandoni.

Una variazione anche minima di questo gene indebolisce i circuiti cerebrali che elaborano le emozioni negative, ne modifica il processo e produce così la possibilità di sviluppare la depressione. Questo risultato importante potrebbe modificare il tipo di approccio che si è sempre avuto nei confronti di questa malattia così oscura, che in forma grave può complicare l’esistenza delle persone. Secondo studi approfonditi, entro il 2020 potrebbe diventare la seconda patologia più diffusa nel mondo dopo i disturbi cardiovascolari.

I ricercatori dell’University of Michigan hanno così commentato:

Avendo incluso tutti gli studi più pertinenti sull’argomento, possiamo confermare che il corredo genetico di un individuo fa la differenza nel modo in cui lui o lei risponde allo stress.