Dieci inverni” è una commedia romantica diretta dall’esordiente regista Valerio Mieli, tratta dal suo saggio di diploma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Il film, che vede protagonisti Isabella Ragonese e Michele Riondino, è uscito nelle sale il 10 dicembre.

È il 1999, Camilla è una diciottenne timida e impacciata che decide di trasferirsi a Venezia per studiare letteratura russa. Ma proprio mentre attraversa i canali della città su di un vaporetto, incontra Silvestro, un coetaneo che s’innamora di lei al primo colpo e che fara’ di tutto per conoscerla.

Le loro vite si inseguono per tutta la durata del film, prima a Venezia, poi a Mosca, per poi ritornare a Venezia.

Silvestro e Camilla s’incontreranno più volte, per poi dividersi e seguire strade diverse. Ogni volta si scopriranno prima amici, poi nemici, amanti, estranei.

Alla fine, però, il destino deciderà per loro e il loro amore potrà finalmente vivere.

La fotografia è molto curata, bellissime risultano le immagini della laguna, la casetta sul porticciolo, le calle veneziane, così come risulta molto buona l’interpretazione dei giovani protagonisti.

Il ritmo della pellicola però risulta molto lento, zoppicante e monotono.

La stessa trama lascia degli interrogativi aperti: non si sa nulla del passato dei due protagonisti, chi siano o da dove vengano. Camilla arriva a Venezia per studiare letteratura russa, mentre Saverio non si sa perché sia a Venezia. Attorno ai due protagonisti girano tutta una serie di personaggi che entrano ed escono dalla scena senza un perché.

Lo stesso scopo del film risulta nebuloso: è una semplice commedia sull’amore sofferto oppure è sul destino? Se fosse una commedia sull’amore sofferto, il messaggio del regista potrebbe essere che bisogna essere maturi per poter comprendere il vero amore. Se fosse sul destino, il messaggio potrebbe essere che aldilà delle traversie e degli ostacoli della vita se due persone sono destinate a stare insieme prima o poi ci riusciranno. In entrambi i casi però la commedia risulta sì romantica, ma anche poco originale. Inoltre, se il tema centrale del film è l’amore, qui manca totalmente la passione, la profonda gelosia, il batticuore.

Degno di nota risulta comunque essere il cameo di Vinicio Capossela, che canta “Parla piano”, contenuta nel suo album di inediti “Da solo”.