È risaputo che se una corretta alimentazione è sempre importante per la salute e per l’equilibrio psicofisico, lo è ancor di più in gravidanza: mangiare sano è infatti fondamentale per una buona gestazione.

A questo proposito, qualche giorno fa è stato pubblicato sull’American Journal of Epidemiology uno studio condotto dalla Università di Helsinkiin in collaborazione con quella di Cambridge, secondo il quale l’eccessivo consumo di liquirizia, durante i nove mesi, inciderebbe negativamente sul quoziente intellettivo del nascituro.

In altre parole, se la mamma mangia troppa liquirizia, il bambino avrebbe buone probabilità di sviluppare un QI inferiore a quello dei coetanei e di avere problemi di concentrazione.

La colpa sarebbe della glicirrizina, contenuta appunto nella liquirizia, che secondo gli studiosi modificherebbe la placenta, facendo penetrare in essa gli ormoni dello stress materno, i quali si trasferirebbero così al bambino modificandone lo sviluppo cerebrale.

Non essendo esperta della materia, non so quanta credibilità possa avere questa tesi e, del resto, viene da pensare: ma le nostre mamme e le nostre nonne si facevano tutti questi problemi?

In ogni caso, qualche consiglio pratico può essere utile; ecco allora cosa dicono gli esperti dell’alimentazione: prima di tutto, i tre pasti abituali vanno integrati con uno o due spuntini a base di frutta, uno a metà mattina e l’altro nel pomeriggio.

La colazione deve essere a base di latte o yogurt, a pranzo è preferibile dare precedenza ai cibi proteici (carne, meglio se bianca, pesce e verdure), in modo da lasciare quelli a base di amidi e zuccheri a lento assorbimento nel pasto serale.

Seguendo queste semplici regole, secondo i nutrizionisti, la mamma dovrebbe prendere dai 9 ad un massimo di 12 chili, mentre il bambino dovrebbe nascere con un peso perfetto (tra i tre chili e i tre chili e mezzo).