Dopo Cuba e Rio de Janeiro, il fashion system, in attesa di Gucci, si è dato appuntamento in Inghilterra, location decisamente meno esotica ma ricca di fascino e di storia, per assistere alla Dior Cruise 2017, la collezione crociera (o resort collection) che prende spunto dalle vacanze fuori stagione, pre-collezione oramai diventata un vero must per acquisti perfetti da sfoggiare lontano dalle città.

Nel 2015, Raf Simons, allora al timone della Maison, aveva scelto per la sfilata Dior Cruise 2016 la Côte d’Azur e l’esclusività di Palais Bulles, la celebre casa di Pierre Cardin, costruita verso la fine degli anni ’70, nota per le sua composizione ricca di sfere o meglio, di bolle, per una collezione applauditissima. Quest’anno, la location scelta è stata il Blenheim Palace, poco distante da Londra.

Per l’occasione, è stata inaugurata anche la nuova boutique di New Bond street dove è stata presentata la nuova collezione casa Dior Home e una capsule collection di accessori, frutto della collaborazione con l’artista britannico Marc Quinn che ha realizzato un’edizione limitata della Lady Dior. Ecco 6 cose da sapere sulla Dior Cruise 2017.

Galleria di immagini: Dior Cruise 2017, le foto della la sfilata

  1. È stata un ritorno alle origini la Dior Cruise 2017, l’occasione per rivisitare un luogo speciale dopo le sfilate del 1954 e del 1958: al Blenheim Palace, infatti, Monsieur Dior aveva già presentato le sue collezioni con due grandi sfilate di beneficenza a favore della Croce Rossa britannica e alla presenza della principessa Margaret. La dimora è stata del 12esimo duca di Marlborough e luogo di nascita di Winston Churchill, capolavoro di architettura barocca risalente al XVIII secolo. Definito Patrimonio mondiale dell’umanità, il Blenheim Palace si trova nel cuore di una vasta area di oltre 800 ettari che comprende un parco e giardini creati dal famoso paesaggista Lancelot Brown.
  2. È al guardaroba del dopoguerra che ha guardato il team di progettazione della maison guidato da Lucie Meier e Serge Ruffieux, a capo dello studio di design Christian Dior, in un dialogo continuo tra lo stile inglese e quello francese. La Maison con questa collezione vuole rendere omaggio ai legami culturali e di creatività intrecciati tra i due paesi: se nel XVIII secolo, la moda francese era permeata da riferimenti all’Inghilterra, nel XX secolo la tendenza si inverte e la couture francese conosce un enorme successo in Gran Bretagna. Lo stesso Christian Dior s’ispirava a piene mani alla moda inglese: i suoi abiti erano confezionati da Savile Row e le sue creazioni presentavano elementi della moda maschile, come le lane inglesi, i tweed scozzesi e il motivo “Prince de Galles”.
  3. Tweed rustico e popeline rurale, scene equestri al centro dei tessuti jacquard dai motivi figurativi o abbinate a mazzi di fiori di campo si alternano a disegni che si fondono con i velluti devoré, con le sete d’Asia e le stampe africane, con motivi intessuti e ricami in omaggio a quella eccentricità tipicamente inglese nell’abbigliamento.
  4. All’ispirazione d’oltremanica si contrappongono silhouette e dettagli della tradizione parigina: le linee curve della giacca Bar sono sciancrate e accorciate all’altezza dei fianchi oppure seguono gli ampi movimenti del tessuto, su di una spalla, per mezzo di un volant che funge da tasca, su di un generoso cappotto. La forma Bar si presta a diverse declinazioni: come baschina che avvolge i fianchi o come drappeggio in un abito da giorno.
  5. Il make up della sfilata è stato realizzato da Peter Philips, direttore della creazione e dell’immagine del makeup Dior: un trucco ultramoderno che ha fatto da contrappunto a una collezione tutta giocata sulla memoria e sul ricordo. Punto focale del make up sono stati gli occhi, su cui è stato applicato ombretto color bronzo in un’unica passata, senza sfumature di sorta, in netto contrasto con le decorazioni barocche che caratterizzano il Blenheim Palace. La luminosità della pelle, con i suoi punti luce, è andata a sottolineare l’architettura del viso in modo sfumato e trasparente, per un effetto naturale e molto lucente. Per le labbra è stato scelto il Gorgeous del Dior Addict Gloss, mentre per le unghie il Muguet del Dior Vernis. Guido Palau ha curato l’hair style: i capelli erano tirati indietro con il gel e lasciati liberi sulle spalle.
  6. Nel front row erano presenti Juno Temple, Kate Beckinsale, Eva Herzigova, Gemma Arterton, Emma Roberts, Kate Mara, Erin O’Connor, Elizabeth Olsen, Alexa Chung, Kiernan Shipka, Riley Keough, Arizona Muse, Stella Tennant. Per loro, la Maison ha messo a disposizione delle eleganti vetture degli anni Cinquanta restaurate e “brandizzate” per l’occasione.