Gli Emo di Zelig sono stati la rivelazione dell’ultima stagione del fortunato e longevo programma comico in onda su Canale 5. Da quando sono saliti sul palco per la prima volta, i personaggi degli Emo hanno catturato l’attenzione e le risate del pubblico. DireDonna ha intervistato in esclusiva Patrizia Cammarota, “Mara” degli Emo, che insieme a Marco Mancin e Angelo Grasso, forma “I Mancio e Stigma”, il trio che dà vita agli Emo Di Zelig.

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Ciao Patrizia e grazie di aver accettato il nostro invito. Come hai iniziato a far cabaret e come hai conosciuto gli altri componenti del trio?

«Nel 2001 ho iniziato un corso di teatro e lì ho conosciuto mio marito Marco insieme al quale abbiamo deciso di iniziare a frequentare l’accademia nazionale del comico, oltre a decidere di passare la vita insieme. Angelo è un amico di Marco che abbiamo trascinato nel nostro delirio e sono nati “I mancio e stigma”, dove Mancio è l’abbreviazione del cognome di Marco; Stigma è il mio soprannome e deriva dal fatto che ho una cicatrice sul palmo destro e la “I” e la “E” rappresentano Angelo.»

Che lavoro facevi prima di fare cabaret? Lo fai ancora?

«Facevo e faccio la psicoterapeuta in ambito clinico privato.»

Come sono nati i personaggi degli Emo, rivelazione di Zelig?

«Marco una notte non riusciva ad a dormire per la febbre alta e si è messo a guardare vari video su YouTube dove c’erano interviste ad alcuni giovani Emo che cercavano di spiegare la loro filosofia. Alcuni di loro erano un po’ disorientati, come molti giovani, e davano risposte che gli hanno ispirato la parodia che avete visto a Zelig.»

Secondo te, qual è il segreto del successo degli Emo?

«Premetto che non l’abbiamo fatto pensando che avrebbero avuto tutto questo successo, ma credo sia perché tutti avrebbero voglia di far capire ad alcuni ragazzi come appaiono e che a volte sembrano fuori dal mondo. Ed è per questo che facciamo ridere gli adulti ma anche quei ragazzi che non si sentono rappresentati ma che vedono la “rincogliotaggine” (si può dire? Ormai l’ho detto) di alcuni loro coetanei che non sanno bene perché seguono certe mode. Ma il nostro pubblico più numeroso è stato,a sorpresa, quello dei bimbi che invece ridono per un motivo molto più immediato e cioè…perché siamo veramente brutti!!!»

Nel mondo dello spettacolo, come è vista una donna che fa cabaret? Esistono discriminazioni rispetto ai tuoi colleghi uomini?

«Nel mondo del cabaret ci sono delle difficoltà in più per le donne, perché alcune cose che fanno ridere se fatte dagli uomini non sono “permesse” alle donne. Come ad esempio essere volgari o prendere in giro qualcuno (risultiamo subito pesanti e antipatiche). Dipende da noi superare queste difficoltà e proporci in un modo alternativo che può essere accettato ma non è facile.»

State preparando qualche nuovo personaggio da presentare al grande pubblico?

«Sì, mentre lavoriamo alla evoluzione degli emo, non abbiamo mai smesso di provare anche altro, per esempio nel nostro laboratorio di Gattinara, dove sperimentiamo altri pezzi che proveremo a proporre quando sarà il momento.»

Le magliette che indossate sul palco sono in vendita?

«A marzo uscirà una linea di abbigliamento, ideata dalla FIX Design, che ha ideato le nostre nuove magliette, che troverete in vari negozi di Italia. Per non farci mancare niente, a gennaio uscirà anche il libro, edito da Rizzoli e in primavera la linea scuola…e come si dice…estica**i! (non so se si può dire anche questa ma ormai l’ho detta)»

Ci sarete nella prossima edizione di Zelig?

«Ci saremo anche nella prossima edizione di Zelig che andrà in onda a gennaio.»