Ha lasciato dietro di sé molte bocche aperte per lo stupore e una serie di polemiche non ancora sopite la dichiarazione dei due stilisti Dolce e Gabbana, che in un’intervista al settimanale italiano Panorama si sono dichiarati amanti della famiglia tradizionale e contrari a “figli della chimica” e uteri in affitto.

Non ci sarebbe nulla di strano in questa opinione, se non fosse che Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono omosessuali, e con questa dichiarazione sostengono fondamentalmente un modello di cui non posso far parte, quantomeno come genitori.

Il mondo gay e gay friendly, che si batte da anni in Italia (e non solo) per il diritto degli omosessuali a diventare papà e mamme, si è diviso tra chi si trova d’accordo con questa visione tradizionalista della società e chi è oltraggiato dalla mentalità retrograda dei designer. Osannano chiaramente alla saggezza, invece, la destra e i cattolici. Ha spiegato Domenico Dolce:

Tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono i figli della chimica, i bambini sintetici, uteri in affitto, semi scelti da un catalogo.

E mentre Stefano Gabbana dichiara, come aveva già fatto in passato, la sua voglia di paternità, Dolce conclude:

Sono gay, non posso avere un figlio. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia.

Il tema dell’omosessualità, e in particolare la sua declinazione attualissima dell’adozione di bambini da parte di coppie formate da genitori dello stesso sesso, per la sua complessità dà vita a una moltitudine di polemiche tra pareri discordanti. Tuttavia, chi conosce il lavoro di Dolce e Gabbana potrebbe essersi trovato meno stupito dei “profani”: esempio recente della visione tradizione della famiglia per i due stilisti, la sfilata in cui diverse modelle incinte hanno percorso la passerella, mentre alcune lo hanno fatto proprio insieme ai loro bambini. Un vero e proprio elogio della mamma. Nessuno vi è esente.