Spesso per molte donne fare carriera vuol dire rinunciare a una vita familiare piena e appagante. Il lavoro porta via tantissimo tempo e una conciliazione tra lavoro e famiglia sembra quasi impossibile. Ma niente paura, i tempi cambiano e anche il lavoro si evolve: una delle novità è il coworking.

Il coworking è un metodo di lavoro che coinvolge soprattutto i liberi professionisti e coloro che lavorano da casa. Tale espediente è utile per non rinunciare alla socializzazione, cosa che spesso accade poiché chi lavora da casa non fa vita d’ufficio; inoltre, permette anche di avere i propri figli con se, difatti un tipico spazio di lavoro votato al coworking include una cucina, aree relax e soprattutto spazi riservati ai bambini, con un personale qualificato che se ne prende cura mentre i genitori lavorano. Il tutto è molto utile per chi vuole fare carriera e nel contempo attuare la tanto ricercata conciliazione tra lavoro e famiglia.

Oltre a tutte queste comodità, uno spazio di coworking mette a disposizione una sorta di maggiordomo che fa parte dei cosidetti “servizi salvatempo“; questa persona si occupa delle commissioni come pagare le bollette o prenotare una visita medica. In America, questo piano lavorativo è già una realtà, mentre in Italia lo si può trovare a Milano, in Via Simone D’Orsenigo.

I servizi forniti dall’ufficio milanese? Innanzitutto l’ambiente lavorativo si snoda su un appartamento di 250 metri quadri, all’interno di una palazzina. Quest’area comprende un ampio salone con sedici postazioni lavorative, cucina, quattro sale per riunioni, area relax e due spazi riservati ai bambini; il tutto unito ai sunnominati servizi salvatempo. Ecco qual è il lavoro del futuro, un lavoro più leggero e con orari flessibili, che permette di vivere comunque il proprio quotidiano ritagliandosi spazi assieme alla famiglia. Riccarda Zezza si è informata sul coworking e propone il suo “Piano C” (Coworking, Cobaby, Community) per l’Italia:

«Noi vorremmo che la vita si riconciliasse con il lavoro e pensiamo che questo sia uno strumento per guardare avanti.»

La speranza comune è che questa nuova idea venga presa in considerazione, poiché in Italia il lavoro ha orari impossibili che sforano da quelli prestabiliti, rendento stressante e poco piacevole la vita delle lavoratrici donne.

Fonte: Repubblica.