Non sarà più possibile autodichiarare la classe energetica G per gli edifici a bassa efficienza energetica: le autocertificazioni Classe G non sono conformi alle Direttive UE.

Un decreto ministeriale modifica, quindi, le Linee Guida per la certificazione degli edifici in classe G, in quanto l’autocertificazione di classe G viola precisamente l’art. 7, paragrafi 1 e 2 della Direttiva 2002/91/CE. Anche in Italia, è noto, la certificazione energetica è obbligatoria in caso di compravendita di immobili. Poiché l’obbligo crea delle problematiche, finora è stato possibile evitarle ricorrendo all’autocertificazione degli immobili compresi nella fascia delle unità immobiliari a bassa efficienza, che è appunto la classe G, la più bassa.

Ora, è risaputo che questi immobili sono decisamente energivori, hanno scarse prestazioni energetiche. Ma le Linee guida, fino ad oggi, consentono al proprietario dell’edificio, pur consapevole della scadente qualità energetica del suo immobile, la possibilità di rispettare gli obblighi di legge mediante un’autodichiarazione in cui afferma che l’edificio è di classe energetica G e che i costi per la sua gestione energetica sono molto alti.

Ma un apposito decreto arriva ora a modificare le Linee guida, sostituendo l’autocertificazione con procedure di certificazione semplificate già esistenti, che prevedono l’utilizzo del software gratuito Docet predisposto da Enea e Cnr. Nel decreto saranno elencati tutti gli edifici esenti dall’obbligo di certificazione energetica come box, cantine, autorimesse, depositi, ruderi, scheletri strutturali, in quanto tecnicamente impossibile.

Pertanto i proprietari di edifici energivori non possono più autocertificare la classe energetica G. Peraltro, la Commissione Europea aveva già aperto una procedura a carico dell’Italia per incompleta attuazione della suddetta Direttiva sul rendimento energetico degli edifici. In particolare, l’Unione Europea ha contestato la possibilità di autocertificazione concessa ai proprietari di immobili situati nella classe energetica più bassa in caso di compravendita.

Non si conoscono ancora le norme di applicazione della nuova Direttiva 2010/31/CE sugli Edifici a Energia Quasi Zero. Comunque, i nuovi edifici dal 2020 dovranno essere ad altissima prestazione energetica anche con il ricorso alle fonti rinnovabili, ovvero dovranno avere un fabbisogno energetico quasi zero, appunto, ad evitare inutili sprechi di energia. Entro il 31 dicembre 2020.