Ne soffre circa il 10% delle donne in Europa (almeno 3 milioni in Italia) ed è la causa dal 30% al 40% dei casi di infertilità femminile: parliamo di endometriosi, una malattia cronica caratterizzata dalla presenza anomala del tessuto che riveste l’endometrio (cioè della mucosa che ricopre l’utero) in altri organi come ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Ogni mese, a causa degli ormoni che determinano il ciclo mestruale, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala va incontro a sanguinamento, come accade per l’endometrio normalmente presente in utero. Tale sanguinamento comporta un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla formazione di tessuto cicatriziale e di aderenze.

La causa dell’endometriosi non è ancora nota: si nota una certa familiarità, ma i fattori che la determinano sono sia genetici che ambientali. Alcuni studi evidenziano una correlazione fra inquinanti come pesticidi o scarichi industriali e l’incidenza dell’endometriosi. L’incidenza di questa malattia è spesso sottovalutata e questo determina un ritardo nella diagnosi: si stima che siano necessari circa 7 anni dal manifestarsi dei primi sintomi perché una donna sappia di soffrire di endometriosi. Anche se nel 20%-25% dei casi questa malattia è asintomatica, nei restanti la paziente potrà avvertire dolore durante e dopo il ciclo (dismenorrea) o durante i rapporti sessuali (dispareunia), alla defecazione o durante la minzione; si potrebbero anche avvertire affaticamento cronico, febbricola o gonfiore addominale, inoltre potrebbero presentare disordini autoimmunitari e aborti spontanei ripetuti.

La terapia dell’endometriosi prevede l’assunzione della pillola o altri contraccettivi ormonali che molto spesso il ginecologo prescrive senza la consueta sospensione di 7 giorni, con lo scopo di ridurre la sintomatologia.

Programmare una gravidanza è possibile se la funzionalità delle tube non risulta compromessa e se non si riscontrano voluminose cisti ovariche, lesioni o aderenze. Sospesa la terapia ormonale, si può iniziare a tentare di avere un bambino: se dopo 12 mesi la gravidanza non ha inizio, è necessario considerare la necessità di un intervento in laparoscopia o, in ultima istanza, di intraprendere un percorso di fecondazione assistita. Una volta iniziata la gestazione, i problemi si riducono: la gravidanza costituisce una sorta di cura naturale per endometriosi, grazie al progesterone naturalmente prodotto durante i nove mesi.

Dopo la nascita del bambino, di solito la donna riprende la terapia ormonale optando per la mini-pillola in caso di allattamento al seno.

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