L’etichettatura dei prodotti ittici assolve a un compito molto vasto, le cui complesse normative sfuggono al consumatore finale, che può beneficiare, però, della sintetica quanto esaustiva informazione di base. Grazie all’etichettatura sul pesce, infatti, il cliente sarà in grado, con un solo colpo d’occhio, di conoscere la provenienza del prodotto, il metodo di pesca, il tipo di conservazione e la filiera che ne sta a monte.

Etichettatura dei prodotti ittici: una panoramica sulla normativa

Già dal 2002, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con un decreto del 27 marzo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 aprile successivo, stabilì un apparato di controllo sull’etichettatura del pesce, sia catturato che allevato, al fine di rendere obbligatorie determinate informazioni, alle quali aggiungerne altre facoltative. Il Ministero, recependo le normative CE 2065/01, disponeva che tutti i prodotti ittici potessero essere commercializzati solo previa etichettatura che ne consentisse l’identificazione.

Gli elementi obbligatori riguardano:

a) la denominazione commerciale della specie ittica;

b) il metodo di produzione, specificando se si tratti di prodotto pescato in mare, oppure pescato in acque interne, ovvero allevato (acquacoltura);

c) la zona di cattura per ciò che concerne il prodotto pescato. La norma prevede la menzione di una delle zone indicate dal Regolamento, quando si tratti di prodotti pescati in mare; mentre per quelli pescati in acque dolci, sarà sufficiente il riferimento allo stato membro o al paese terzo di provenienza;

d) il paese di provenienza per i prodotti allevati.

L’etichettatura del pesce riguarda altresì crostacei e molluschi, sia vivi, sia freschi o refrigerati, nonché trattati nei vari modi di conservazione stabiliti per l’alimentazione umana. Per il pesce venduto sfuso, è necessario indicare anche il prezzo al kg netto. L’etichettatura dei prodotti ittici surgelati, commercializzati esclusivamente in confezioni, deve aggiungere anche la dicitura: “surgelato”. A partire dal 13 dicembre 2014, poi, l’Unione Europea ha apportato alcune modifiche, riguardanti l’etichettatura del pesce, tanto prodotto dalla cattura, quanto dall’acquacoltura, che ora andremo a vedere più in dettaglio.

Etichettatura dei prodotti ittici: le tipologie di alimenti e le informazioni obbligatorie e facoltative

Il Regolamento vigente prevede la suddivisione dei prodotti ittici in due gruppi: il primo, relativo ai prodotti non trasformati della pesca e dell’acquacoltura; e il secondo, invece, prodotti trasformati della pesca e dell’acquacoltura, diversi da quelli appartenenti al primo gruppo. Per quanto riguarda il primo gruppo, l’etichettatura dei prodotti ittici prevede informazioni obbligatorie e facoltative. Quelle obbligatorie (che riguardano tanto i prodotti preimballati, quanto quelli non preimballati) prevedono:

  1. la denominazione commerciale e il nome scientifico (per esempio: “Tonno a pinne gialle” – “Thunnus albacares”)
  2. il metodo di produzione (per es.: “pescato…” o “pescato in acque dolci…” o “allevato…”);
  3. la zona di cattura (il pesce pescato nell’Oceano Atlantico nord orientale, nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, dovrà riportare anche la sottozona o divisione). Il pesce proveniente da acque interne, riporterà sia il fiume o il lago dove è stato catturato, sia il paese. Per l’acquacoltura va riportato soltanto il paese d’origine. Per i miscugli, bisogna riportare la zona o il paese della partita prevalente;
  4. attrezzi da pesca (specificando “reti da traino” o “draghe” ecc.);
  5. pesce scongelato (l’etichettatura dei prodotti ittici deve riportarne l’eventualità);
  6. termine minimo di conservazione o data di scadenza;
  7. allergeni (per i prodotti preimballati, vanno riportati chiaramente in etichetta, evidenziando la denominazione con stile o colore diverso dagli ingredienti).

Per quanto riguarda i soli prodotti preimballati, l’etichettatura del pesce dovrà riportare anche:

  1. l’elenco degli ingredienti;
  2. la quantità degli stessi, espressa in percentuale;
  3. il peso netto;
  4. le condizioni di conservazione e di impiego;
  5. il nome o la ragione sociale, con l’aggiunta dell’indirizzo dell’operatore del settore alimentare;
  6. il Paese d’origine, ovvero il luogo di provenienza;
  7. le istruzioni per l’uso, qualora necessarie;
  8. la dichiarazione nutrizionale;
  9. l’eventualità della confezione in atmosfera protettiva;
  10. la data di congelamento per i prodotti non trasformati;
  11. l’eventualità di acqua aggiunta, di proteine provenienti da altre specie animali o di parti di pesce ricomposte;
  12. il contrassegno d’identificazione;
  13. la data di confezionamento.

L’etichettatura del pesce prevede anche informazioni facoltative, quali:

la data di cattura e quella dello sbarco, il porto di sbarco,  informazioni più dettagliate sugli attrezzi di pesca, informazioni di tipo ambientale, etico e sociale, tecniche di produzione, contenuti nutrizionali.

Se volete saperne di più sull’etichettatura del pesce:

Guida tascabile sulle nuove etichette dell’UE per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura destinate ai consumatori

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