Festa della donna: forse sarebbe meglio chiamarla festa della donna multitasking, o della mamma equilibrista perennemente in bilico tra gli impegni professionali e la cura della famiglia. Un ruolo fondamentale nella società ma anche difficile da svolgere, a causa della mancanza di adeguate politiche di conciliazione, carenza che finalmente viene riconosciuta anche da parte del governo.

Lo dimostra la scelta del tema per la Festa della donna 2012 da parte del Quirinale: Lavoro e famiglia: conciliare si può, simbolo dell’avvio di nuovi progetti a favore del lavoro femminile ma anche di programmi che favoriscano la conciliazione tra carriera e figli, per non lasciare indietro la forza lavoro rosa e valorizzarla come elemento fondamentale per lo sviluppo del paese.

Una recente ricerca commissionata da Edenred (leader mondiale nei buoni servizio prepagati per le imprese) all’Istituto Astra Ricerche, mette nero su bianco quella che deve diventare la priorità assoluta delle aziende: promuovere politiche di conciliazione lavoro famiglia finalizzate ad agevolare il lavoro femminile, e a supportare le donne nell’assistenza ai bambini ma anche agli anziani e alle persone care. I dati dell’indagine parlano chiaro: l’88,5% degli intervistati chiedono il potenziamento dei servizi legati alla persona e alla famiglia, carenti o assenti per il 48,7% dei partecipanti al sondaggio.

Ma come promuovere maggiori politiche di work-life balance? Uno strumento innovativo e molto utile, come dimostra l’esperienza di alcuni paesi europei, è quello dei buoni di servizio, i famosi voucher di cui tanto si parla in questo periodo di riforme nel mondo del lavoro, utilizzabili per usufruire di servizi per l’infanzia e per l’assistenza socio-sanitaria. Si tratta di nuove metodologie di welfare potenzialmente in grado di limitare il più possibile l’abbandono del posto di lavoro da parte di donne, e mamme, che non hanno sufficiente sostegno per gestire la famiglia senza sacrificare la carriera.

Quali sono i vantaggi per le imprese? Investire sul lavoro femminile è già uno strumento in grado di favorire la crescita, e certamente i costi per le aziende sarebbero inferiori rispetto alla concessione di aumenti di stipendio. Anche i vantaggi dal punto di vista fiscale non mancano, mentre a lievitare sarebbe per di più il potere di acquisto dei dipendenti.

Fonte: Edenred