Due commedie, “Kill Me Please” e “The Turk’s Head“, sono state presentate al Festival del cinema di Roma: entrambe in concorso, una nella sezione ufficiale, l’altra per “Alice nella città”, hanno riscosso il plauso della critica e del pubblico.

Kill me please” è una commedia grottesca diretta da Olias Barco. Giudicato da molti il miglior film in Concorso visto alla kermesse romana, la pellicola affronta in maniera ironica il delicato tema della morte e del suicidio. Il film, girato in bianco e nero, racconta la storia del Dottor Kruger che dirige una clinica segreta che aiuta le persone a suicidarsi.

La trama come l’intero film risulta esilarante in molte sue gag: tra il surreale e il grottesco, la comicità è straripante. Allo stesso tempo, il regista Barco riflette sulla morte e sul suicidio e sulla loro dignità. Nel cast figurano Saul Rubinek, Benoît Poelvoorde, Bouli Lanners e Aurélien Recoing.

The Turk’s Head“, invece, è un film action diretto da Pascal Elbé. La storia si ambienta nelle banlieue parigine, dove le diverse etnie cercano di condividere la propria povertà ed emarginazione. Un pomeriggio, quasi per gioco, un quattordicenne e il suo gruppo di amici lancia una molotov contro la macchina di un medico, per poi soccorrerlo e salvargli la vita. A causa di quell’incidente, la polizia irrompe nella banlieue, creando molte tensioni. Quello stesso medico, a causa di quell’incidente, non ha potuto soccorrere in tempo la moglie di un uomo, che così è morta e ha lasciato l’uomo nella più profonda disperazione. Se il giovane cerca di fare la scelta giusta, l’uomo cerca solo vendetta.

Il film è pieno di violenza e sangue. Nonostante sia in concorso nella sezione “Alice nella città”, e quindi rivolto a un pubblico giovanile, “The Turk’s Head” è un cinico e crudele quadro della situazione di emarginazione e violenza in cui versano le periferie delle grandi città.

Il regista non cerca di giustificare o giudicare l’operato dei suoi protagonisti, ma ne vuole semplicemente raccontare la quotidianità di estrema povertà d’animo, mancanza di ideali e di valori. Il finale, scontato e banale, cerca di tingere di rosa una pellicola molto dura e violenta nel suo sviluppo narrativo. Del cast fanno parte Roschdy Zem, Pascal Elbé, Florence Thomassin, Ronit Elkabetz e Simon Abkarian.