Film drammatici: non si tratta di guardare un film strappalacrime. I film drammatici sono quelli che, una volta spento il televisore, lasciano un sapore amaro. Sono quelle pellicole capaci di dire una verità latente, silenziosa, quasi sussurrata, che con il potere delle immagini prende forma mettendo in moto le riflessioni degli spettatori.

Ogni film è diverso dall’altro, scelto perché affronta, in maniera completa, una tematica, differente da quella di tutti gli altri: ecco 6 film drammatici che hanno segnato il genere, dal passato ad oggi.

  1. Titolo: La Vita è Bella. Anno: 1997. Regista: Roberto Benigni. Attori: Roberto Benigni (Guido Orefice), Nicoletta Braschi (Dora), Giorgio Cantarini (Giosuè Orefice).

    Argomento: il film rievoca la vita all’interno dei campi di concentramento, nel pieno della Shoah.

    Società di quel periodo: come per il Titanic, la società del 1997, che stava per entrare nel nuovo Millennio, era forte del suo benessere: la Shoah, una delle più devastanti piaghe della storia dell’umanità, viene ricordata in tono divertente, ben diverso da quello usato in Shindler’s List solo 3 anni prima. Anche i colori, i suoni e le ambientazioni rassicurano lo spettatore, inducendolo ad emozionarsi senza troppe domande.

    Trama: Guido Orefice, toscano montanino ed ebreo, s’innamora sul finire degli anni ’30 della maestrina Dora, la corteggia in modi stravaganti, la sposa. Sei anni dopo – nel frattempo sono state promulgate le leggi razziali (1938) e la guerra e gli stermini nei lager sono iniziati – Guido con il figlioletto Giosuè vengono deportati nel campo di concentramento. Dora, che ebrea non è, li segue volontariamente. Per proteggere il figlio dall’orrore, Guido gli fa credere che quel che stanno vivendo è un gioco a premi.

    Citazione: “Guarda i girasoli: s’inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po’ troppo significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l’arte suprema. Dio è il primo servitore; Lui serve gli uomini, ma non è servo degli uomini“.

  2. Titolo: Titanic. Anno: 1997. Regista: James Cameron. Attori: Leonardo DiCaprio (Jack Dawson), Kate Winslet (Rose De Witt Bukater Dawson Calvert), Billy Zane (Caledon “Cal” Hockley).

    Argomento: il film riporta in vita la storia della più grande nave da crociera che sia mai esistita.

    Società di quel periodo: quando il film è uscito nelle sale l’economia funzionava e la vita, anche degli strati sociali più bassi, procedeva senza problemi. Proprio per questo il Titanic ebbe successo: era in grado di far vivere alle persone emozioni che, quotidianamente, non riusciva a toccare.

    Trama: il film affronta la storia di amore tra due dei passeggeri del Titanic, la più grande nave di crociera mai esistita al mondo che, a causa di un iceberg, rimarrà per sempre un ricordo nella profondità degli oceani.

    Citazione: “1500 persone finirono in mare quando il Titanic sparì sotto i nostri piedi. C’erano 20 scialuppe nelle vicinanze, solo una di loro tornò indietro… una! Sei persone furono salvate dall’acqua… una di queste ero io. Sei su millecinquecento. In seguito, le 700 persone sulle scialuppe non poterono far altro che aspettare. Aspettare di morire… Aspettare di vivere. Aspettare un perdono… che non sarebbe mai arrivato“.

  3. Titolo: Philadelphia. Anno: 1993. Regista: Jonathan Demme. Attori: Tom Hanks (Andrew “Andy” Beckett), Denzel Washington (Joseph “Joe” Miller), Antonio Banderas (Miguel Alvarez), Jason Robards (Charles Wheeler).

    Argomento: il film affronta la tematica dell’AIDS e della sua percezione nella società americana.

    Società di quel periodo: l’AIDS, il grande male degli Anni ’80, non era solo una parola, ma una fobia che riguardava tutta la società. Non si trattava solo di escludere i malati, ma di non toccarli, di non respirare la loro aria per evitare il contaglio. Ed è così che ne derivava una grande esclusione, che mai come in quegli anni fu così forte da indurre molti sieropositivi a togliersi la vita. Un’esclusione che riguardò direttamente la comunità gay internazionale, ormai ghettizzata e bersaglio di violenze costanti.

    Trama: il film ruota attorno alle vite di due avvocati, Andrew “Andy” Beckett e Joseph “Joe” Miller, entrambi di Philadelphia. Il primo è brillante, esperto nel diritto, socio del prestigioso studio legale Wyant & Wheeler e benvoluto da tutti i suoi capi; il secondo lavora in televisione e sceglie sempre piccoli casi, che non gli consentono particolari sbocchi per quanto riguarda la sua carriera. Andy è gay e convive da anni col suo compagno Miguel; Joe è sposato con Lisa e ha da poco avuto una bambina, Larice. Andy, seppur con abilità, cerca di mascherare i primi segni di AIDS che, però, a lungo andare saranno la causa del suo licenziamento. Le vite di Andy, ormai sfinito dalla malattia, e di Joe si avvicinano in quanto il secondo sarà il suo avvocato nella sentenza contro il licenziamento dal vecchio posto di lavoro.

    Citazione: “Lei è omosessuale? Sù, avanti, risponda alla domanda… Lei è una checca? Lei è un finocchio, un pederasta, un invertito, un piglia-in-culo? Lei è un apri-chiappe, un ossobuco? Avanti, risponda alla domanda… Lei è o non è un gay?!?“.

  4. Titolo: Requiem For A Dream. Anno: 2000. Regista: Darren Aronofsky. Attori: Ellen Burstyn (Sara Goldfarb), Jared Leto (Harry Goldfarb), Jennifer Connelly (Marion Silver), Marlon Wayans (Tyrone C. Love).

    Argomento: il film ritrae la classe media della società americana, sedotta dalla pubblicità e dalla droga.

    Società di quel periodo: Nel 2000, la società americana rincorreva benessere e desiderio di perfezione. La droga non toccava più solo i giovani delle classi meno agiate ma arrivava nelle case borghesi. Arrivavano le pasticche per dimagrire, le anfetamine che, nel corso del tempo, sarebbero state eliminate dal commercio. Il film mostra cosa c’è oltre quel desiderio di perfezione.

    Trama: il film è diviso in tre sottosezioni, riferibili a tre stagioni, che a loro volta sono corrispondenti rispettivamente all’ascesa, al declino e alla caduta dei protagonisti. Manca, volutamente, un’ideale primavera, stagione simbolo della rinascita e della vittoria della vita sulla morte, come a sottolineare l’ineluttabilità del destino dei personaggi. Il film affronta la vita di un gruppo di tossicodipendenti e della madre del protagonista. Il film è un crescendo di emozioni, fino ad arrivare ad un finale dilaniante.

    Citazione: “Tutto questo non è vero. Oppure sì, ma anche se è vero, poi tutto si aggiusta. Non preoccuparti, Seymour. Tutto si aggiusta. Lo sai com’è, no? Poi tutto si aggiusta.

  5. Titolo: Molto forte, incredibilmente vicino. Anno: 2011. Regista: Stephen Daldry. Attori: Thomas Horn (Oskar Schell), Tom Hanks (Thomas Schell), Sandra Bullock (Linda Schell).

    Argomento: il film riguarda, a distanza di dieci anni, il crollo delle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001.

    Società di quel periodo: a distanza di 10 anni dal crollo delle Torri Gemelle, la società americana ha ripreso a pieno regime la propria vita. L’attacco alle Torri è un ricordo ormai lontano, seppur indelebile. Il film riesce a mostrare l’altro volto dell’attentato di quell’11 settembre. La pellicola non immortala i visi delle persone che hanno perso la vita, ma quelli delle persone che hanno detto addio a qualcuno nel crollo. Ne deriva una ricerca, smaniosa e devastante, che cambia il punto di vista a cui si è stati abituati dai notiziari.

    Trama: Oskar Schell è un ragazzino di 11 anni, piuttosto sveglio, ma timido ed insicuro, che ha perso il padre negli attacchi terroristici dell’11 settembre. Un giorno trova per caso, curiosando tra gli effetti personali del padre, una misteriosa chiave dentro una busta con la scritta “Black”. Poiché Oskar si dilettava spesso in giochi di identificazione col padre compagno di avventure, inizia un viaggio attraverso le strade di New York City, cercando di scoprire cosa apre la chiave.

    Citazione: “Lo so che è una cassa vuota, lo so molto bene, ma l’ho fatto per me e l’ho fatto per te, perché potessi almeno provare a dire addio a tuo padre, perché se n’è andato, Oskar, se n’è andato e non tornerà più, mai più. Non lo so perché un uomo ha schiantato un aereo in un grattacielo e non lo so perché mio marito è morto, ma per quanto ti sforzi, Oskar, tutto questo non ha senso e non potrà mai averlo! Non avrà mai senso“.

  6. Titolo: Il mio angolo di paradiso. Anno: 2011. Regista: Nicole Kassell. Attori: Kate Hudson (Marley Corbett), Gael García Bernal (Julian Goldstein), Kathy Bates (Beverly Corbett), Lucy Punch (Sarah Walker), Whoopi Goldberg (Dio)

    Argomento: il film racconta la vita di una donna che lotta contro un tumore.

    Società di quel periodo: sono la crisi economica e quella sociale a segnare questa pellicola. C’è la necessità di tornare a storie vere, normali, quelle di ogni giorno. Una commedia drammatica, che intreccia un amore normale al bisogno di vita. Uno di quei film drammatici che tocca tutti

    Trama: Marley Corbett (Kate Hudson), pubblicitaria di successo, è una donna indipendente che non ha mai storie d’amore durature per sua scelta. Le cose cambiano quando scopre di avere un cancro al colon. La malattia le è diagnosticata dal giovane medico di origine ebraico-messicana Julian Goldstein (Gael García Bernal), di cui Marley si innamora. Durante la colonscopia incontra Dio, con le sembianze di Whoopi Goldberg, il suo idolo, che le propone di esprimere tre desideri. Insieme a Julian, Marley vive felicemente il suo ultimo periodo di vita, scoprendo che il terzo desiderio che inizialmente non era riuscita ad esprimere, è l’amore del giovane medico.

    Citazione: “Ho sempre avuto paura degli uomini, delle loro bugie, della loro incapacità di starti vicino se ne hai bisogno, di finire come mia madre, finché ad un certo punto ho deciso di prendere in mano la mia vita e non permettere mai più a nessuno di avvicinarsi tanto da farmi male, mai… E poi sei arrivato tu, col naso infilato nei libri e il tuo yo-yo e il tuo modo imbranato di raccontare barzellette ridicole tipo quella dell’uovo… E io stavo per rinunciarci! Tu sei il mio terzo desiderio e ti amo“.