Giovane, un carattere da ribelle e tanto talento: ecco come si presenta Florence Welch, 24 anni il prossimo agosto, frontwoman dei Florence + The Machine. Il suo album di debutto, “Lungs”, ha scalato le classifiche di tutta Europa e, negli ultimi tempi, sta stregando anche gli Stati Uniti. Una donna che ha saputo imporsi, una volta tanto, per la propria bravura e per i propri meriti, scardinando i cliché dell’industria discografica che, spesso, ricerca ragazze bellissime e disinibite ma vocalmente poco dotate.

Un percorso sempre più in discesa per l’artista inglese, tanto che anche il cinema e la TV si sono accorti di lei: alcuni brani, in particolare “You’ve got the love” e “Cosmic Love”, sono stati più volte ripresi in film e telefilm, ultimo in ordine d’arrivo “V-Visitors”. E si parla anche di una possibile collaborazione per la stesura della soundtrack di “Twilight: Eclipse“, la saga con Robert Pattinson e Kristen Stewart.

Dopo aver scalzato, qualche mese fa, addirittura Lady Gaga dalla classifica dei dischi più venduti in UK, in una recentissima intervista per il Vancouver Sun l’artista ha ironizzato su alcuni rumor sul suo conto:

Non sono ubriaca quando scrivo le mie canzoni. Solo per quelle migliori.

Spesso accostata a Pj Harvey, Bjork e Kate Bush, Florence porta avanti un’idea di donna tormentata, lontana dagli schemi che i media impongono, ma anche indipendente, forte e fiera. E in un prossimo futuro non è da escludersi il suo impegno in ritmi più groove, come lei stessa ha affermato al magazine Spinner:

Questa volta stiamo ascoltando molto materiale come i Growing, molta musica dance strana, musica dance atmosferica. Quindi, credo che ci sarà qualche influenza.

Regina dei Mercury Prize 2009, Florence è stata definita dalla critica come l’artista dell’anno. Un successo tutto al femminile, che allontana il mito della donna oggetto cardine dell’industria discografica.

Per chi volesse sentirla live, Florence sarà in Italia per due date il prossimo luglio: il 21 all’Arena Civica di Milano, in compagnia di Paolo Nutini, e il 22 all’Auditorium di Roma.