Le future mamme sono spesso in preda all’ansia, alle preoccupazioni legate alla gravidanza e al parto, e capita non di rado di soffrire del cosiddetto “pre baby blues”, che rende difficile sperimentare le gioie della dolce attesa. Ma attenzione: secondo un nuovo studio il feto sente lo stato d’animo materno, e può risentire dei pensieri negativi.

Il “bonding prenatale” che lega le future mamme ai nascituri, quindi, è più forte di quanto si creda, e una ricerca pubblicata su Psychological Science afferma il feto è in grado di percepire l’umore materno attraverso il passaggio di segnali chimici dalla placenta. E non solo. Questo studio sembra fare luce anche sulla possibilità che il neonato faccia tesoro di tutte le sensazioni che assorbe durante la gestazione, che tuttavia non sempre sono positive.

Ciò che avviene nel corso dei nove mesi di gravidanza, infatti, sembra lasciare segni sul nascituro anche dal punto di vista emotivo, e ciò avviene soprattutto se nella madre si manifesta un repentino cambiamento di stato d’animo dopo il parto, abbastanza grave da essere percepito dal feto: uno stato iniziale di serenità che si trasforma, con l’arrivo del bimbo, in depressione post partum ad esempio.

L’aspetto sorprendente della ricerca è che si manifesta anche il caso contrario, vale a dire se dopo una gravidanza trascorsa tra ansia e depressione, la neomamma rinasce e torna serena dopo il parto. I ricercatori sono arrivati a tali risultati dopo aver esaminato un campione di donne, durante e dopo la gestazione, monitorando successivamente anche le condizioni dei bimbi durante la crescita.

Mettendo a confronto i dati, inoltre, gli studiosi hanno verificato come a rimanere impresso nei bambini sia proprio un deciso cambiamento delle emozioni materne tra l’attesa e il diventare effettivamente mamma. Anche durante la gestazione, infatti, una donna può accusare un forte stress dovuto ai tanti cambiamenti fisici, ma soprattutto agli inevitabili timori sul futuro ruolo di genitore e, spesso, anche alla mancanza di supporto da parte del partner.

«Dobbiamo ammetterlo, la forza di questo risultato ci ha sorpreso. Crediamo che il feto partecipi attivamente al suo sviluppo e raccolga informazioni che gli serviranno nella vita dopo la nascita. Il feto si prepara alla vita basandosi sui messaggi che la mamma gli invia.»

Come possibili conseguenze per i piccoli potrebbero esserci disturbi neurologici, oppure comportamentali, patologie abbastanza gravi da focalizzare l’attenzione su un aspetto fondamentale: quanto può essere utile uno screening prenatale che riconosca una possibile depressione?

Fonte: Sciencedaily