Chi non si accontenta lotta” è il claim della campagna pubblicitaria lanciata dal Coordinamento Roma Pride per promuovere la grande parata del Gay Pride 2016 prevista l’11 giugno: una lotta che ora, anziché contro i soliti benpensanti, vede addirittura Fendi tra gli avversari. Già, perché la Maison ha intimato agli organizzatori di ritirare e distruggere tutte le immagini relative alla campagna.

Stamani, increduli, abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dei legali della Maison Fendi, che sostiene che sia stato fatto un ‘uso improprio’ dell’immagine del Palazzo della Civiltà Italiana, presente negli scatti della campagna, di cui rivendica di essere licenziataria esclusiva dell’immagine“, recita una nota del presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Mario Colamarino.

Ma andiamo con ordine. La storica parata per i diritti Lgbtqi da oltre vent’anni attraversa la capitale. Sabato 11 giugno, alle 15, partirà da piazza della Repubblica. Asia Argento ha accettato l’invito de di essere la madrina del Roma Pride 2016 e sarà presente in parata. Nella campagna pubblicitaria di promozione, sullo sfondo, svetta il Palazzo della Civiltà Italiana, inaugurato nel 1953 e conosciuto a Roma come Colosseo Quadrato, diventato da oltre un anno sede della Maison Fendi, che sarà in affitto nell’edificio fino al 2028. Oltre ad aver trasferito lì creatività e business, dopo averlo ristrutturato, Fendi è diventata “licenziataria esclusiva dell’immagine del Palazzo”.

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Il suo utilizzo, da parte del Coordinamento Roma Pride “non è stato autorizzato“. Senza il consenso le fotografie raffiguranti il palazzo devono essere eliminate sia dai social network che dal resto.

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Ma il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, capofila del Coordinamento Roma Pride, non ci sta. “Non è possibile immaginare, che una società che sta sul mercato e che ha tra i suoi clienti anche le persone lgbt si senta in alcun modo danneggiata dall’indiretto collegamento con una manifestazione per i diritti umanitari organizzata da una storica associazione che fonda il suo lavoro al servizio dei diritti civili, sul volontariato dei propri soci ed attivisti che in passato ha collaborato proprio con Fendi in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids. Il valore del Roma Pride è internazionalmente riconosciuto, infatti, oltre al sostegno economico per le iniziative culturali della Regione Lazio e al patrocinio di Roma Capitale ad oggi sono pervenuti i patrocini al Roma Pride 2016 della Ambasciate di: Canada, Quebec, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Australia, Germania che, unitamente all’Ambasciata di Francia, parteciperanno con una propria delegazione alla Parata di sabato 11. A questo punto ci chiediamo se per ‘uso improprio’ la Maison Fendi non voglio alludere alla presenza di persone appartenenti alla comunità Lgbtqi fotografate con il palazzo sullo sfondo. Non intendiamo ritirare la campagna del Roma Pride, ma continueremo ad invitare tutti con forza alla grande parata di sabato 11 giugno, anche perché il ‘Colosseo Quadrato’ per i romani non sarà mai privato ma un simbolo della città”.

Insomma, dopo aver eliminato la storica edicola dei giornali di largo Goldoni, perché offuscava l’immagine del Palazzo Battistoni da poco restaurato, prosegue così la “campagna di tutela” del patrimonio culturale capitolino da parte la griffe romana appartenete al gruppo LVMH? Per ora, si attendono sviluppi.