Gerardina Trovato, cantautrice catanese scoperta da Caterina Caselli, ha confessato un segreto che tiene dentro dal 1993, anno in cui partecipa al Festival di Sanremo fra le nuove proposte con il brano “Ma non ho più la mia città”. il suo look attire molto l’attenzione, fa tendenza, ma succede che qualcuno la creda una lesbica, cosa che non sfugge al suo entourage, capendo che la curiosità della gente potrebbe far ricavare qualcosa in più, le consiglia di stare al gioco.

Lei era molto giovane ed inesperta, segue il consiglio ed è così che Gerardina Trovato si trova in qualcosa più grande di lei, si cuce il personaggio addosso e va avanti, non sapendo in che pasticcio si stava cacciando:

“Ero magra, bella. Mi spediscono a Sanremo, categoria Nuove proposte. All’Ariston il mio look fa tendenza. C’e’ un però: tutti pensano che io sia lesbica. Sto al gioco. Mi dicono: ‘Funziona, vendiamo piu’ dischi. Non smentire’. Fu la mia rovina. Non so che cosa mi passò per la testa. Avevo accettato di snaturarmi, per il dio denaro”.

Per lei comincia il successo, l’album d’esordio vende 200.000 copie, l’anno successivo lavora con Andrea Bocelli per il brano “Vivere”, gli anni passano, lei lavora molto, tanto che comincia ad aver bisogno di un’assistente personale:

“La mia assistente diventa anche interprete, quando sono in giro per l’Europa. Ma succede l’imprevedibile. S’innamora di me. Lei, lesbica dichiarata, si mette in testa di voler cambiare la mia sessualità. Ero in trappola. Cambiavo un uomo al mese, ma per il pubblico tacevo e glissavo sulla mia presunta bisessualità. Ma mi rendo conto che sono vittima di una stalker”.

Tutto sembra andare male, fino a quanto Gerardina Trovato non incontra sulla sua strada Alessandro Casadei, e tutto cambia:

“Sì, Alessandro, nonché mio manager e produttore. Insomma, è il mio tutto. Ci siamo innamorati subito. Ho preso i miei vestiti e mi sono trasferita a Verona, da lui. Oggi sono passati quattro anni, stiamo ancora insieme e abbiamo un progetto: fare un docufilm sulla mia vita”.