È allarme nella centrale nucleare di Fukushima, città devastata dal terremoto di magnitudo 8,9 che oggi ha colpito il Giappone. Il livello delle radiazioni rilevate nell’edificio in cui è installato il reattore numero 1, danneggiato dalla scossa, è aumentato a causa di una brusca diminuzione del livello delle acque dell’impianto di raffreddamento.

Immediatamente, un camion dotato di materiale utile al ripristino delle condizioni ottimali è stato inviato alla volta della centrale, secondo quanto comunicato dall’agenzia Jiji. Intanto le autorità giapponesi, dopo aver allertato le truppe anticontaminazione, ha ordinato lo sgombero immediato di tutta la popolazione presente in un raggio di 3 km dalla centrale nucleare.

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L’ordinanza è arrivata dopo che il capo gabinetto del governo giapponese, Yukio Edano, aveva rassicurato la popolazione sulla situazione della centrale di Fukushima, affermando che l’impianto fosse sotto controllo. Diversa invece la situazione a Onagawa, dove a causa delle scosse è scoppiato un incendio in uno degli edifici che ospitano le turbine.

Dall’estero, sono già partiti i primi aiuti per cercare di tamponare la situazione. I primi sono stati gli Stati Uniti che, come reso noto attraverso un comunicato del segretario di Stato Hillary Clinton, hanno tempestivamente inviato liquido di raffreddamento da utilizzare in caso di necessità.

Su tutto il territorio nipponico sono undici i reattori atomici dei quali è stato registrato l’arresto immediato già dalle prime scosse di terremoto.