Queste sono le parole di Giorgio Armani, uno degli stilisti più influenti e importanti del palcoscenico nazionale: “Lo stile è una questione di eleganza, non solo di estetica. Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È trovare la novità e l’invenzione senza ricorrere alla stravaganza“.

Classe 1934, piacentino, approdò a Milano per frequentare, per solo i primi due anni, la Facoltà di Medicina alla Statale. Appena lasciati gli studi gli si aprirono le porte del fashion system: dapprima come buyer per “La Rinascente”, poi assistente fotografo ed infine accettò un incarico presso un ufficio di promozione di un’agenzia di moda. Proprio l’ultimo impiego gli permise di conoscere – farsi conoscere – realtà e codici estetici dei prodotti provenienti dall’India, Giappone e Stati Uniti.

Il 1964 sarà l’anno di debutto come designer: senza conoscenze specifiche, disegna la collezione uomo di Nino Cerruti. Lasciato Cerruti, sotto la spinta di Sergio Galeotti, Giorgio Armani divenì disegnatore di moda e consulente freelance; questa attivitò si interruppe nel 1975 quando lanciò sul mercato le prime due linee di prêt-à-porter maschile e femminile firmate Giorgio Armani SPA.

Il successo non tarda ad arrivare, attraverso quelle che sarebbero diventare icone del suo linguaggio stilistico: le giacche. Destrutturate, private delle costrizioni formali derivanti dalla tradizione e capaci di tingere una donna fascinosa e di classe. L’uomo si accende con un sofisticato bagliore di informalità che acuisce il valore dell’eleganza austera di Re Giorgio. Anche l’abito da sera viene rimesso in discussione, dando spazio al potere dei tailleurs, magari accostati a scarpe dal tacco basso o, addirittura, da ginnastica. L’uomo di Giorgio Armani esplode, con una carica irruenta, attraverso il film “American Gigolo” interpretato da Richard Gere. Famosa la scena nella quale l’attore prova, muovendosi sensualmente al ritmo della musica, giacche e camicie con una serie di stravaganti magliette o cravatte assemblandole in una miracolosa perfezione..

Giorgio Armani rappresenta il fermento e la rivoluzione borghese del Novecento, interpretando i codici sociali e culturali per trasporli in materali dall’uso inaspettato ed insolitamente accattivante. Nel 1982 sarà il Time, dedicandogli la copertina, a consacrarlo nel mondo: era il secondo stilista, dopo Christian Dior (quarant’anni prima) a essere apparso sulla cover della rivista. Il tempo, poi, gli avrebbe consegnato le più illustri riconoscenze degli Stati e dei concorsi più importanti al mondo, palesando ed evidenziando il genio creativo, ancora attivo, dello Stilista.

Il suo impegno si muove su diversi versanti: dallo sport alla ricerca di talenti emergenti del Sistema Moda che sfilano presso il Teatro Armani di Milano, senza tralasciare l’attenzione e l’accortezza nei confronti dei prodotti delle sue linee. Giorgio Armani, ad oggi, è, senza ombra di dubbio, uno dei personaggi più importanti e influenti nel mondo – non solo della moda.