Per rimanere incinte le donne devono limitare lo stress. Questo sarebbe un vero e proprio “trauma” subito dal corpo umano che risponde tentando di proteggersi con la riduzione della fertilità femminile.

Questo è quanto dimostrato da una ricerca condotta dalla Dottoressa Alice Domar, ricercatrice facente capo all’Harvard Medical School nonché consulente di un centro per la fertilità di Boston. La Dottoressa ha presentato al pubblico di esperti de “American Society for Reproductive Medicine”, riuniti ad Atlanta, i risultati della sua ricerca.

La Domar ha monitorato un campione formato da 97 donne facenti parte di un programma per la fecondazione assistita. Le suddette donne non riuscivano a concepire un bambino nonostante gli sforzi e, per studiare le reazioni dei loro corpi, alcune sono state sottoposte ad un ciclo di sedute per la gestione dello stress. Le donne restanti sono state poi usate come gruppo di verifica.

Chi aveva partecipato alle sedute per imparare a gestire lo stress aveva risposto con l’aumento della percentuale di successo nel concepimento: 52 per cento di successi contro una media del 20 per cento di successi per le donne abbandonate agli effetti devastanti del loro stress.

La Dottoressa Domar ha spiegato:

“Gli esperti di salute riproduttiva si sono a lungo domandati quale impatto può avere lo stress sulla fertilità, ostacolando in tal modo la capacità di una donna a concepire. Ma questo studio dimostra che la gestione dello stress può migliorare i tassi di gravidanza, riducendo al minimo lo stress della gestione della fertilità stessa, migliorando gli indici di successo delle procedure di fecondazione in vitro e, in ultima analisi, contribuire ad alleviare il carico emotivo per le donne che si trovano ad affrontare le sfide per cercare di concepire”.