Aumenta l’astio tra Groupon e l’Ordine dei Medici: stavolta chiamano in causa l’Antitrust. La battaglia sui coupon di prestazioni sanitarie a prezzi scontati iniziata all’Ordine di Bologna a metà novembre sembra non finire più, ma adesso tocca all’Autorità stabilirne un vincitore.

Groupon offre pulizie dentali, visite dermatologiche, check up completi per controllo della salute a un basso costo, e adesso sono finite sul banco degli imputati presso l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. Il sito statunitense crede che la possibile espulsione dall’Ordine dei Medici che vendono online questi servizi sia contro la libertà di mercato. Il legale di Groupon Roberto Panetta dichiara:

«Con queste azioni l’Ordine dei Medici tende a restringere il mercato, che invece deve essere libero. Per noi quella sanitaria è una categoria importante su cui facciamo controlli aggiuntivi rispetto a quelli degli altri partner. Abbiamo cominciato l’anno scorso coi dentisti e abbiamo visto che la richiesta era forte. Eseguiamo controlli sulla qualità, abbiamo tutto l’interesse a trattare bene i clienti di Groupon».

Ma proprio questo non torna all’Ordine, che chiede all’Antitrust “una formale indagine volta a verificare la scorrettezza della pratica commerciale denunciata, adottando altresì con provvedimento cautelare ogni misura ritenuta idonea a impedire il procrastinarsi del danno che deriva ai consumatori“. Inoltre, come spiega Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, salute e prodotti non possono essere paragonati:

«I servizi sanitari non possono essere trattati come qualunque altra merce esposta sullo scaffale di un supermercato. I medici possono promuovere la loro attività, ma non in maniera indiscriminata: la pubblicità per sua natura suscita anche consumi impropri, che in altri campi danneggiano solo le tasche, mentre qui c’è in gioco la salute».

Diverse le testimonianze di medici che hanno usufruito del sito per offrire visite mediche, che reputano scarsi i controlli sull’effettiva qualifica del medico. Spetta adesso all’Antitrust emettere sentenza a riguardo, a prescindere da ciò che sia contro la deontologia dei medici.

Fonte: Corriere della Sera.