A Milano Moda Donna è tempo di Gucci e della collezione primavera estate 2017 pensata da Alessandro Michele. In attesa dello spazio all’interno della ex-fabbrica aeronautica Caproni che la griffe ha appena ristrutturato, la sfilata si svolge di nuovo in via Valtellina 7, zona Farini, dove ha sede l’ex scalo ferroviario. Questa volta gli ospiti sono accolti in una location decisamente scintillante, dove oltre 250.000 lustrini si muovono come minuscoli specchi. La passerella, curva, omaggia i colori della Maison, il rosso e il verde, e aggiunge uno degli stilemi ormai classici di Michele, le stelle.

Anticipata sui social da un video realizzato dall’illustratrice Jayde Fish – nuova passione dello stilista che in una manciata di anni è riuscito a mettere a soqquadro il fashion system – i cui disegni caratterizzano molti degli abiti della collezione, la sfilata di Gucci prosegue il discorso iniziato da Michele dal gennaio del 2015, con la collezione autunno inverno 2015-2016.

Verrebbe da dire che il direttore creativo della Maison fiorentina stia portando avanti un’opera di mortificazione delle silhouette, maschili o femminili che siano, in nome di un gendeless oversize in cui i glitter e i volumi hanno ormai preso il sopravvento. Michele, però, è molto più di questo e nel buio della notte, anticipata dal canto dei grilli, la sua moda avanza di ritorno dal futuro, come suggeriscono le borse Future.

Galleria di immagini: Gucci Primavera Estate 2017, i look della collezione

Le sue modelle, un po’ impacciate sugli altissimi plateau, si trascinano e arrancano in una sorta di messa psichedelica officiata all’interno di uno spazio in cui nuance e scintillii ricordano lo Studio 54 di Warholiana memoria.

E come al solito nelle sfilate di Gucci, le cose più impensate sanno convivere tra di loro, esaltando alcuni dei segni più tipici della maison, come i colori, i foulard. È un tripudio di dettagli, la collezione primavera estate 2017: ventagli e ricami preziosi, perle e occhiali sovradimensionati, cuori, ruches e serpenti (ma anche leoni, scimmiette e zebre). Con quel pizzico di anni Settanta che Michele non disdegna mai, soprattutto se accompagnato a eccessi e luminescenze anni Ottanta. E poi fiocchi, fiocchi ovunque: in testa, sulle calze, sulle camicie, in vita e sulle spalle.

Giacche slim si accompagnano a pantaloni a zampa, spesso in versione cropped, le gonne e gli abiti prediligono tulle, plissé e crepe di seta pesante e ricamata. Le lunghezze non si alzano mai sopra le ginocchia, mostrate soltanto da generosi spacchi. Ancora tanti gli outfit ispirati ai graffiti di Trouble Andrew e una strizzata d’occhio all’abbigliamento sportivo degli anni Settanta si accompagnano a proposte che sembrano arrivare direttamente dalla corte fiorentina del Cinquecento, fino a una curiosa dama in stile Biancaneve che chiude la sfilata.

I colori che abbiamo imparato a riconoscere come nuovi colori Gucci ci sono tutti, dal rosa shocking al verde menta, dal bianco al senape, fino all’oro e al metallizzato.

Il must have della collezione? La deliziosa pelliccia rosa shocking che richiama, per colore e dimensioni, il modello invernale. Se la sfilata sarà un successo saranno come sempre i buyer a stabilirlo, sostenuti dal numero di copie che si troveranno sugli scaffali delle catene di abbigliamento low cost. Certo è che l’effetto di stupore delle prime collezioni Gucci di Alessandro Michele si è andato affievolendo.