Hereafter di Clint Eastwood: la recensione

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Il 5 gennaio arriva nelle sale italiane l’ultimo capolavoro del regista Clint Eastwood, “Hereafter“, che vede come attore principale il talentuoso Matt Demon. Il film è un thriller soprannaturale che racconta la storia di tre personaggi accomunati dalla stessa esperienza extrasensoriale.

George (Matt Damon) è un operaio americano che, a causa di una rara malattia sofferta in età adolescenziale, è dotato della capacità di parlare con l’Aldilà; Marie (Cécile de France) è una giornalista francese che è sopravvissuta miracolosamente allo tsunami in Thailandia, mentre Marcus (George McLaren) è un ragazzino inglese che ha perso il fratello gemello in un grave incidente d’auto. Se George cerca di sfuggire e celare le sue doti, Marie e Marcus cercano disperatamente risposte per i tragici eventi che hanno sconvolto le loro vite. I protagonisti sono destinati a incontrarsi e ognuno di loro troverà la propria verità.

Clint Eastwood ritorna al cinema con un nuovo film drammatico e soprannaturale. “Hereafter” è un racconto di sopravvissuti, non un film sull’Aldilà. Infatti, il regista incentra tutta la pellicola sulle paure e fragilità umane, mentre l’Aldilà è un semplice pretesto per descrivere meglio la difficile realtà del quotidiano. La trama poteva apparire scivolosa e piena di insidie: sarebbe stato facile cadere nel banale o nel ridicolo. Invece, Eastwood costruisce una storia semplice, lineare che, fotogramma dopo fotogramma, si spiega e riflette sul vero senso della vita, sulla profonda solitudine dell’umanità, sui più intimi segreti e le piccole paure dell’uomo.

La visione dell’Aldilà di Eastwood non ha nulla di religioso, non c’è alcun paradiso o inferno cui aspirare. La vera sofferenza appartiene a chi sopravvive alla perdita di una persona cara, a chi ha potuto toccare con mano la morte. Commovente e toccante in molti suoi passaggi, il film avvolge e coinvolge lo spettatore fino alle sue ultime battute.

Con maestria registica, il regista cura nel dettaglio sia il punto di vista estetico che quello visivo. Per la prima volta, infatti, egli adopera gli effetti speciali per l’attenta ricostruzione dello Tsunami che nel 2004 ha colpito la Thailandia.

Ottima risulta essere anche l’interpretazione del protagonista Matt Demon, che nel film riesce a esprimere tutta la disperazione e profonda angoscia del suo personaggio.

“Hereafter” è un piccolo gioiello cinematografico di un regista di altri tempi.

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Tag: clint eastwood
  • angela

    Rimanere poeti di fronte al mistero della Soglia Umana è prerogativa di pochi. Il regista è uno di quelli che ,sperimentata la solitudine ed il dolore, riesce a sublimarli.

  • Claudia

    Film bruttissimo!!!!!!!!!!!!!!!!! Ho aspettato fino alla fine sperando in un senso logico……e invecie una delusione completa!

  • vishy

    Cara clauie sinceramente sai scrivere l’italiano?credo di no e ora guarda ecco la tua risposta”FILM BRUTTISSIMO!!!!!!HO ASPETTATO FINO ALLA FINE SPERANDO IN UN SENSO LOGICO…..E INVECIE(ke si scrive invece)UNA DELUSIONE COMPLETA!cmq ti voglio dire ke 6 proprio SCECCA!2)vorrei dirti un’altra cs forse nn ti piace il film xkè nn hai cpt nnt!cmq ciao a tutti

  • vishy

    cara claudia sinceramente tu sai scrivere l’italiano?credo di no e lo sai xkè lo dico?lo dico xkè 6 una vera SCECCA!xkè guarda cs dici”FILM BRUTTISSIMO!!!!!!!!HO ASPETTATO FINO ALLA FINE SPERANDO UN UN SENSO LOGICO……E INVECIE(ke si scrive invece no cm l’hai scritto tu)UNA DELUSIONE COMPLETA!lo sai xkè x te è bruttissimo?xkè tu nn hai cpt nnt sul “FILM”cmq ciao a tutti :P

  • dario

    un film che resterà nella storia!

  • Federico Pinari

    Se questa sceneggiatura fosse stata data in mano ad un regista comune, dubito che sarei arrivato in fondo.
    Lo stile comunque lo rende vedibile ma non lo salva, il film è pessimo.

  • renee

    Non ho ancora avuto il piacere di vederlo ma rientra nelle mie priorità; Eastwood e Damon insieme non potrebbero che darci un ottimo prodotto. Non terrò conto delle critiche poco lusinghiere perché non ne conosco le motivazioni. Preferisco giudicare sulla base dei miei parametri tra i quali la storia in sé è certamente l’ultima cosa che influirà sul mio giudizio. Naturalmente non sono certa che mi piacerà, ma i due mostri sacri sopra citati mi fanno propendere solo per il meglio.

  • vishy

    ancora lo dci invecie si scrive invece

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