Ogni anno a Natale sogno di regalarli a qualcuno. Poi puntualmente mi dimentico della loro esistenza fino all’inverno successivo. E badate bene che fra quelli a cui vorrei regalarli, ci sono anche io. Di che parlo? Di un bel paio di guanti.

Banale? Forse. Ma sicuramente di un’utilità senza pari. Perchè i guanti di cui parlo io sono pensati per risultare compatibili con i famigerati schermi touchscreen capacitivi, quelli di smartphone e tablet per intenderci, ormai entrati a far parte della vita quotidiana di tutti/e.

Non trovate anche voi estremamente scomodo camminare per strada o aspettare l’autobus alla fermata d’inverno, tirare fuori il telefono dalla tasca per una chiamata o un messaggio e dover per forza togliere almeno uno dei guanti caldi caldi che vi aiutavano fino a pochi secondi prima a combattere il grande freddo, per poter rispondere?!?

Ebbene, con guanti del genere potrete tenere le manine al caldo, e magari giocare anche a Ruzzle. Certo, i guanti compatibili coi “capacitivi” non vi salveranno dalla terribile relazione complicata con le vostre unghie, care signore geek ma fashion, in compenso però potrebbero svoltarvi il Natale: un regalo di questo genere infatti lo trovo fantastico anche (o forse soprattutto) per i maschietti, fidanzati o amici che siano.

Non sapete dove trovarli? Innanzitutto sappiate che potete crearne esemplari anche con le vostre care manine, aumentando così il valore del regalo. Basta cercare del filo conduttore da cucire sulla punta dei guanti (non temete, le mie lacune da cattiva massaia possono essere colmate dai numerosi tutorial in giro su Youtube). L’anno scorso Ikea fornì un kit ideale al nostro scopo, non a caso andato a ruba. Ma è stato solo per un tempo limitato e nemmeno in Italia. Dunque non ci sperate.

In alternativa, qualunque negozio di elettronica vi salverà, con prezzi piuttosto accettabili e colori che esulano anche dai classici, soliti, banali nero e grigio (come il rosa o il lilla per noi femminucce!). Guanti capacitivi, quest’anno non mi sfuggirete!

photo credit: Bob Jagendorf via photopin cc