I social network hanno cambiato il modo di comunicare, conoscersi, flirtare e tradirsi della maggior parte delle persone. Anche la gravidanza non è esente da questo contagio, tanto che moltissime donne decidono di rendere noto l’arrivo della cicogna agli amici proprio su Facebook, pronto ad accogliere tutti i commenti e le congratulazioni nei riguardi della futura mamma.

Anche la condivisione dei nove mesi di gestazione, tuttavia, deve essere fatta con un certo criterio, infatti spesso e volentieri una donna incinta non si accorge di avere particolari fissazioni che, inevitabilmente, sceglie di rendere pubbliche sulle varie bacheche in modo che tutti possano leggerle.

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Parliamoci chiaro, il linguaggio di una gestante è spesso caratterizzato da sigle incomprensibili, come Dpp (data presunta del parto), Um (ultima mestruazione), così come sigle numeriche indecifrabili che indicano la settimana di gestazione.

Dal sito Babble.com apprendiamo quali sono le notizie sulla gravidanza che una donna dovrebbe tenere per se, gli argomenti e i dettagli meno tollerati dai vari amici e conoscenti che farebbero volentieri a meno di scoprire, ad esempio, quante volte al giorno la futura mamma in questione fa pipì, oppure di apprendere in linea diretta la misura della circonferenza del pancione.

Lo stesso discorso vale per gli effetti delle nausee mattutine, spesso accompagnate da vomito: il racconto dettagliato non è certo apprezzato dagli amici, soprattutto da quelli un po’ più deboli di stomaco. Per non parlare della terminologia usata in prossimità del parto, quando si attende la famosa perdita del tappo difficile da spiegare a chi non si intende dell’argomento.

Uno degli argomenti preferiti dalle future mamme riguarda lo shopping per il neonato, tanto esaltante quanto dispendioso e, soprattutto, noioso per gli amici single ai quali non interessa nulla conoscere i prezzi delle varie carrozzine o culle.

Continuando la rassegna del bon ton relativo alle gravidanze su Facebook, pensiamo all’effetto di stranimento che l’immagine di un’ecografia usata come foto del profilo può provocare nei vari amici non ancora genitori, incapaci di distinguere se l’esserino illustrato è un bambino in potenza oppure un cucciolo di dinosauro.

Se poi la foto postata su Facebook fosse quella della mamma con il pancione nudo in bella mostra, l’effetto potrebbe essere ancora più devastante per i malcapitati spettatori…