”Vivere in 5 con 5 euro al giorno” è un libro di Stefania Rossini: dal baratto all’autoproduzione: ricette antiche contro la moderna crisi di valori.

Vi si ritrova la storia dell’autrice, casalinga e madre di famiglia, fatta di rinunce, ma anche di soluzioni e accorgimenti antichi vissuti e presentati in chiave attuale. Un libro di grande successo, che racconta il percorso che ora le permette di mantenere 5 persone con 5 euro al giorno. Stefania, infatti, è riuscita a coniugare saggiamente l’antico e il moderno: le ricette della nonna e le abitudini tipiche di periodi storici precedenti con il web, dove si possono trovare e condividere idee e ricette. Ad esempio ‘‘il baratto”.

Tuttavia il libro “Vivere in 5 con 5 euro al giorno” non è solo un ritorno alle tradizioni, ma offre anche la possibilità di applicare e far rivivere nella società attuale i saperi di un tempo, sui quali appunto Stefania Rossini ha saputo costruire lo stile di vita della sua famiglia, formata dal marito e tre figli sotto gli 11 anni.

Pensate non sia possibile ”Vivere in 5 con 5 euro al giorno”? È difficile certamente. Stefania Rossini, madre di tre figli, il solo stipendio del marito, metalmeccanico, e un mutuo da pagare, ci indica una strada per risparmiare e vivere in modo più sobrio, ma con entusiasmo. Che è forse l’antidoto migliore alla tristezza e alle difficoltà enormi dei momenti di crisi. Una strada fatta di semplici accorgimenti, che chiunque può seguire, se ha voglia di accettare la sfida dell’attuale economia, senza stravolgere la propria vita.

In questo libro Stefania propone ricette e consigli per una vita più “lenta” ma più ricca di valori. Il libro “Vivere in 5 con 5 euro al giorno” è stato pubblicato nel mese di luglio da Età dell’Acquario Edizioni.

Un manuale di ”decrescita felice”, di cui brano che spiega molte cose: “La decrescita felice, la decrescita della transizione positiva e della consapevolezza.. è bellissima! Perché non vuol dire rinunciare o tornare al passato, ma modellare il presente con i valori del passato. Un passato che ha conosciuto la povertà – quella vera – e che per un po’ probabilmente ha guardato con paura a queste pratiche ricordando le proprie esperienze di privazione. Noi oggi, che non abbiamo quei trascorsi, abbiamo la possibilità di scegliere se essere schiavi del consumismo e lavorare ore ed ore solo per compensare beni effimeri oppure se rallentare un pochino e essere più sobri. Essere sobri però non vuol dire accontentarsi: significa ragionare e ridare il giusto valore alle cose, alle persone e alla propria libertà. La mia famiglia grazie a questo modo di vedere la vita ha riscoperto i sapori delle vere verdure dell’orto e del pane fatto in casa; ha imparato a desiderare di lavarsi con il sapone al profumo della calendula essiccata in casa; ha capito che riutilizzare un oggetto ed evitare di doverne acquistare un altro farà risparmiare e permetterà a papà di lavorare meno ore e passare più tempo in famiglia”.