Nonostante le aspettative di timida ripresa per fine anno 2012, il Rapporto riporta uno scenario decisamente negativo.

Le previsioni parlano ancora di transazioni residenziali sulle posizioni di metà anni ‘90 per i prossimi due anni. La flessione si pone all’orizzonte nonostante le persistenti manifestazioni di interesse da parte della domanda potenziale e, più in generale, delle dimensioni della nostra economia.

Notevole anche il gap tra il livello attuale degli investimenti corpo-rate e il target potenziale, soprattutto in relazione ai segnali di stabilizzazione del quadro di finanza pubblica e della ritrovata credibilità internazionale. In una situazione di ripristinata normalità emotiva, sottolinea Nomisma, è assurdo pensare che l’Italia fruisca solo dell’1,6% degli investimenti immobiliari realizzati a livello continentale.

Peraltro, il mercato immobiliare ha progressivamente sviluppato la dipendenza dal credito. Ma l’eccessivo ricorso al sostegno bancario ha creato una situazione d’empasse dalla quale le banche fanno fatica ad uscire. In effetti, ora da parte delle banche si è instaurata una maggiore prudenza e una maggiore tendenza a detenere capitale addizionale rispetto al passato a fronte degli impieghi immobiliari e a ripensare strategie allocative più adeguate all’attuale situazione economica.

Secondo Nomisma, la quota di erogato destinata a nuovi mutui nel 2012 potrebbe rappresentare il 93% sul totale, mentre nel 2011 era stata in media del 72% e, nel 2010, del 64%. Se fino al 2009 il dinamismo delle sostituzioni aveva in parte compensato il venir meno del sostegno bancario al settore immobiliare, negli ultimi anni la progressiva erosione di tale opzione ha finito per ampliare l’entità della flessione in atto a livello generale.

In attesa che il nostro sistema bancario cambi strategia, sull’esempio dell’esperienza americana dove il sostegno al mercato dei mutui e le misure a vantaggio delle famiglie in difficoltà nei pagamenti hanno contribuito a migliorare le prospettive, il mercato immobiliare italiano farà fatica a risollevarsi dalle attuali difficoltà. Ancora oggi, infatti, sono numerose le famiglie che intendono acquistare un’abitazione, quasi a testimonianza di un legame che, oltre gli opportunismi congiunturali, risponde ad un enorme bisogno di casa a lungo compresso proprio a causa della crisi.