Sono stati svelati ieri i semifinalisti di “Italia’s got talent“, tra i quali spicca, e non è certo una sorpresa, il Principe del Vento. Il Principe è in realtà un ricercatore di origine messinese, che vive all’estero e che ogni tanto si diletta a suonare con chitarra, fischietto, sonagli e una parte del corpo solitamente destinata a fare altro.

In altre parole, il Principe del Vento ha fatto della petomania l’arma per arrivare in semifinale, tra le risate dei tre giudici. La cosa può sembrare anche divertente, tuttavia c’è qualcuno che si chiede se lo si voglia far vincere, dato che sono stati eliminati dei talenti emozionanti come la cantante lirica e la ragazza che scriveva con la luce.

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Qual è quindi il confine tra la ricerca dell’audience e quella del vero talento, soprattutto in una trasmissione televisiva che non ha bisogno di migliorare i suoi ascolti già vincenti? La possibilità è che il Principe piaccia veramente, come testimoniano gli oltre 1.300 fan sulla sua pagina Facebook: non tantissimi, ma solo se li confrontiamo con i concorrenti di programmi più durevoli e di maggior successo.

Che le flatulenze siano ormai regine della televisione? A giudicare da ciò che si vede e si sente nei reality, il tabù del meteorismo è stato infranto molto tempo fa, ma a che prezzo? Sulla fanpage del Principe c’è qualcuno che ipotizza un’esibizione con il vincitore di una gara di rutti, e forse si potrebbe immaginare un trio, con il simpatico vecchietto che, tanti anni fa alla Corrida, intonava Ennio Morricone con le ascelle.