Gelose e invidiose, pronte a sferrare la classica coltellata alle spalle a una collega di lavoro. Negli ambienti professionali la competizione orizzontale colpisce molto più le donne che gli uomini, un concetto non certo inedito: ora c’è un nuovo studio che lo dice a chiare lettere facendo chiarezza sui rapporti tra colleghe d’ufficio.

Pubblicato sulla Revista de Psicologia Social, questo studio ha visto la partecipazione di ricercatori delle Università di Valencia, Groningen (Paesi Bassi) e Palermo (Argentina) e si è basato sullo studio di 200 intervistati. Dall’osservazione di queste persone, di varia età e mansione, i ricercatori sono arrivati alla stessa conclusione di un vecchio studio di Chicco Testa, che alcuni anni fa fece scalpore perché disse che l’unica ragione per cui all’Enel – di cui era presidente del CdA – c’erano poche donne ai più alti livelli dirigenziali, era l’eccessiva concorrenza interna: gli uomini sono più solidali quindi vincono, le donne sono impegnate a farsi i dispetti perciò guardano passare gli altri.

Così scrive oggi questa ricerca, più o meno gli stessi concetti:

«Le donne con un alto livello di concorrenza intrasessuale sono più gelose se il rivale è più attraente e più invidiose se il rivale è più potente e dominante. Non si ottiene alcun risultato negli uomini, in quanto privi di caratteristiche rivali che provocano la gelosia o l’invidia della concorrenza intrasessuale.»

Ma le cose stanno proprio così? Come sempre, questi studi vanno presi con le dovute cautele, ma spesso contengono delle verità. Non c’è dubbio che l’esperienza comune insegna come le donne fatichino di più a solidarizzare, per un retaggio che fu al centro della critica femminista – e che quindi non avrebbe senso negare per un paradossale femminismo contrario a possibili “stereotipi” evidenti nella ricerca – ma è anche vero che finché non si adottano strumenti più raffinati oltre al sondaggio, si rischia di non capire realmente il grado di competizione degli uomini, più abili a mentire a sé stessi e a dare un’immagine vincente di sé.

L’approccio emotivo delle donne a tutte le sfere del quotidiano, compreso il lavoro, le sottopone a risultati spesso meno lusinghieri, ma è anche questione di metodo e di capire se davvero questi parametri sono indiscutibili. Insomma, le donne sembrano più invidiose e gelose secondo studi che sono redatti da uomini, da università rette da uomini e pubblicate su riviste – più o meno reputate – dirette da comitati scientifici con molti uomini.

Dunque i comportamenti negativi esistono, come esiste il vizio della concorrenza intrasessuale (ad esempio con i curriculum), ma certamente in uno studio accurato sulla concorrenza verticale maschile se ne vedrebbero delle belle.

Fonte: Daily Mail