James Franco, attore, regista scrittore e molto altro, si sta cimentando nella critica cinematografica e dalle pagine della prestigiosa “Paris Review” ha accusato “Breaking Dawn Parte I” per l’uso che fa del sesso, e per come esibisce i corpi di adolescenti.

James Franco, noto per “Milk”, “Spider-Man” e “127 ore”, è un personaggio molto eclettico, a volte discutibile, ma non si può dire che la sua critica a “Breaking Dawn” sia basata sul nulla.

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Oltre al fatto che lo mette a confronto con “The descendants”, film di George Clooney apparentemente lontanissimo dalla saga adolescenziale di “Twilight”, sembra parlarne almeno con cognizione di causa. Secondo lui entrambi usano il sesso come tema sotterraneo onnipresente e svalutano la maternità:

«Per un film che pretende di essere sessualmente responsabile, i film di “{#Twilight}” sono terribilmente dipendenti dal sesso tra adolescenti per attirare gli spettatori. Gli attori si pavoneggiano in giro come pezzi di carne, i loro corpi sviluppati in modo disturbante in piena mostra; il petto muscoloso dell’adolescente Taylor Lautner è appena poco meglio delle bambine ai concorsi di bellezza alla fine di “Little Miss Sunshine”.»

Nulla di esattamente nuovo sul ricorso al sesso della saga di “Twilight”, che aveva già detto anche Emma Watson, a proposito dell’eterna faida tra la saga vampiresca e quella di “{#Harry Potter}”. Ma Franco dà anche una versione controtendenza riguarda alla maternità di Bella Swan/Kristen Stewart in Breaking Dawn:

«Non che il sesso comunque porti a niente di splendido quando finalmente succede: Bella rimane incinta di un vampiro che evidentemente si sviluppa completamente nel giro di settimane, le richiede di bere sangue, e la sta mangiando dall’interno. Questa immagine terrificante di gravidanza culmina con l’amante di Bella che le fa un cesareo come se stesse giocando a un perverso gioco del dottore adolescenziale.»

Il fatto però che lo stesso James qualche mese fa avesse ammesso di aver cercato di entrare nel cast di “Breaking Dawn” ma che il regista Bill Condon l’avesse rifiutato non gioca esattamente a favore dell’imparzialità delle sue critiche.

Fonte: TheParisReview