L’ultima uscita del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in occasione dell’inaugurazione di una fiera milanese, ha sollevato da più parti una giustificata indignazione. “Meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay”, così il premier ha commentato la vicenda che nei giorni scorsi lo ha visto protagonista. Parole poco gradite anche a Julianne Moore. L’attrice, intervenuta nel corso del Festival del Cinema di Roma per presentare la pellicola “I ragazzi stanno bene”, ha così commentato le parole del primo ministro.

È un peccato aver detto una cosa talmente idiota, arcaica, infelice e imbarazzante. Oggigiorno ognuno è libero di vivere il proprio orientamento sessuale come meglio crede.

Quello di Berlusconi verso la Moore, a conti fatti, assume i connotati di un assist a porta vuota. Il film in questione, infatti, racconta la vita di una coppia di donne omosessuali (la partner è interpretata da Annette Bening), che da anni crescono due bambini nati dalla provetta. A sconvolgere la loro quiete è la comparsa del padre biologico (Mark Ruffalo), che darà vita a situazioni divertenti e che si sono rivelate capaci di garantire a “I ragazzi stanno bene” un inaspettato successo nelle sale d’oltreoceano.

L’occasione è stata per Julianne Moore ideale per parlare di come la società statunitense abbia accettato la convivenza delle coppie omosessuali. Secondo uno studio condotto dal New York Times, riportato in un articolo su Repubblica, partner americani del medesimo sesso che si occupano della crescita di bambini lo fanno in modo del tutto equivalente rispetto alle più tradizionali coppie eterosessuali.

In “I ragazzi stanno bene”, atteso prossimamente nelle sale italiane, si affrontano anche altri temi, come quello del tradimento e del perdono. Di seguito, il trailer ufficiale inglese della pellicola.