Arriva domani nei cinema italiani “Justin Bieber: Never Say Never“, il film documentario in 3D dedicato alla vita della giovane star del pop che sta facendo breccia nel cuore di milioni di ragazze di tutto il mondo.

Disponibile esclusivamente per la giornata di domani 21 aprile e solo in alcune selezionatissime sale cinematografiche, la cui lista è già stata pubblicata da DireDonna alcuni giorni fa, il film ripercorre le tappe fondamentali di uno dei fenomeni musicali più imponenti degli ultimi anni che, in pochissimo tempo vista anche la sua giovane età, ha saputo imporsi a gran voce nell’Olimpo della musica mondiale.

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Nato artisticamente su Internet grazie ai video diffusi su YouTube dai genitori, in cui un piccolissimo Justin interpretava alcuni dei successi più in voga del momento, il diciassettenne nato nella cittadina canadese di Stratford è riuscito a rapire l’attenzione di Scott “Scooter” Braun, giovanissimo talent scout statunitense che, assieme al cantante r&b Usher, lo scrittura immediatamente per la loro joint venture “Raymond Braun Media Group”.

È stato poi proprio Braun che, colpito dal talento naturale del ragazzino, ha saputo introdurlo nonostante la sua giovanissima età alla corte di L.A. Reid, presidente e direttore amministrativo della Island Def Jam Records. Sorpreso dal potenziale stratosferico di quel bambino prodigio che già a nove anni era in grado di suonare perfettamente batteria e chitarra acustica, Reid non si è fatto sfuggire l’occasione di includerlo nel rooster della sua casa discografica, nella quale campeggiano nomi di spicco come Rihanna, Mariah Carey e lo stesso Usher. Passando attraverso i concorsi musicali, i giorni passati a divertirsi con gli amici e i bagni di folla tra fan impazzite e deliranti, il film descrive il countdown precedente alla storica esibizione del giovane artista tenutasi il 31 agosto 2010 al Madison Square Garden di New York, luogo di culto in cui in passato si sono esibiti artisti del calibro di Michael Jackson, Rolling Stones e Guns ‘N’ Roses solo per citarne alcuni.

Benché il film non abbia nulla di diverso dagli altri dello stesso genere, il messaggio che lancia è chiarissimo sin dal titolo: “mai dire mai“, perché tutti possono farcela, anche un frugoletto sconosciuto della provincia canadese. Frugoletto che diventa uomo grazie al sostegno del suo affiatatissimo entourage, protettivo e affettuoso come solo una grande famiglia può essere, a partire dalla vocal coach che lui stesso chiama “mamma” e dallo “zio” responsabile della sicurezza, fino ad arrivare a tutti gli altri giovanissimi membri dello staff. E via con tripudi di abbracci, baci, scherzi e altre dimostrazioni di affetto in grado di intenerire anche i cuori più duri. Bisogna poi sottolineare che “giovane” è, in effetti, la costante della vita professionale di Bieber, che da subito si mostra come un eldorado dello show business, rivedendo completamente lo stereotipo che vuole il mondo dello spettacolo freddo e spietato soprattutto con i nuovi arrivati. E giovani sono anche le fan che lo seguono; dalle bambine di 6-7 anni accompagnate da entusiasti genitori alle ventenni dai cuori teneri, tutte rimangono ammaliate dal viso pulito del carismatico fenomeno pop, affollando per ore e ore i luoghi in cui si tengono le sue scoppiettanti esibizioni.

Bisogna però riconoscere che Bieber ci sa fare e Jon Chu, regista di “Never Say Never”, fa del suo meglio per gridarlo ai quattro venti. Infatti, tutta la vita di Justin ruota intorno ai fan. Dai messaggi su Twitter in cui si scusa per i problemi alla gola che l’hanno costretto ad annullare alcune date del suo tour mondiale, alle lunghe sessioni di foto e autografi a cui si sottopone per ringraziare chi partecipa ai suoi concerti, si carpisce il ruolo fondamentale ricoperto dal pubblico, vero fautore del suo successo sin dal passaparola che l’ha portato all’attenzione del vastissimo popolo di Internet.

Non ultimo, è divertente notare come il suo entourage contribuisca a promuovere con abili operazioni di marketing lo stretto rapporto che l’artista canadese ha con il pubblico. Infatti, sono proprio loro a girare tra il pubblico che popola le aree dei concerti, regalando i tanto agognati biglietti a ragazze e famiglie che non sono riuscite ad accaparrarsene uno nei mesi precedenti (basti ricordare come quelli del Madison Square Garden siano andati esauriti in soli 22 minuti). E non sia mai che una famiglia rimanga nelle ultime file. C’è subito il suo staff pronto ad accompagnarla nei posti migliori, di solito file a un passo dal palco, che Justin ha riservato per loro. La domanda è spontanea “come fare a non amarlo?”.

Sia chiaro, la musica è poco pretenziosa, un mix di allegria e spensieratezza con una spruzzata di romanticismo per giovani cuori romantici, come romantico è il mazzo di rose rosse che Bieber regala durante ogni suo concerto a una fortunatissima ragazza scelta tra le migliaia presenti. E tra un gesto galante degno di altri tempi e uno sguardo ammiccante, ogni volta il giovane Justin ricorda a ognuna di loro che tutto è possibile, persino un brano d’amore cantato dal proprio idolo e che, in fondo, c’è ancora tempo per sognare.