Una sexy Kristen Stewart ha posato in topless per un servizio fotografico realizzato da V Magazine, mettendosi a nudo (o quasi), mostrando anche il suo spirito libero e la sua sensualità.

Negli scatti realizzati, l’attrice di Twilight appare di schiena, in topless, indossando solo collant velati, tacchi a spillo e un perizoma, così da mostrare il suo tonico fondoschiena. Le foto, in bianco e nero, sono comunque eleganti e per niente volgari, risultato non sorprendente dato che dietro la macchina fotografica c’era Mario Testino. Il celeberrimo fotografo, comunque, aveva già realizzato un servizio hot su Kristen Stewart, riprendendola con solo un asciugamano indosso nell’ottobre 2015.

Parlando dei vecchi scatti, Kristen ha ammesso di sapere di essere sexy con i capelli lunghi, ma che il suo taglio cortissimo di oggi le permette di essere più sicura di se stessa. “I miei capelli erano un appoggio. Io ero diciamo ‘sexy’ in ogni occasione. Non posso nasconderlo. Appena non ho avuto più tutti questi capelli, ho dovuto far emergere la mia faccia. Mi sono sentita più sicura di quanto non lo fossi stata prima. E mi sono sentita bene”, ha rivelato l’attrice di Café Society.

Nell’intervista, la 26enne ha anche parlato del thriller psicologico, Personal Shopper, di cui è protagonista e nel quale assiste una celebrità nel fare shopping avendo la possibilità di parlare con gli spiriti, come quelli dei suoi due fratelli gemelli morti. Tutto ruota molto intorno alla tecnologia e ai social media, i quali creano sempre più una dipendenza nelle persone, alienandole dal mondo reale.

“Si diventa dipendenti da se stessi e con se stessi, ogni sette minuti o giù di lì, e si finisce per perdere così tempo solo per confermare qualcosa di superficiale di se stessi. La tecnologia ci ha definitivamente cambiato”.

Kristen Stewart ha anche aggiunto che ha dovuto promuovere il film di fronte a 500 telecamere e diversi festival del cinema, avvertendo tutto ciò come una forzatura. “So che sembrano solo un paio di settimane alla volta o simili, ma tra Cannes e il New York Film Festival, mi è sembrato di dovermi forzare. Qualche volta, c’è bisogno, anche se sembra un cliché, di meditare sull’alimentare il bene”.