Non è un caso che si parli ormai solo di crisi. In realtà la crisi sta andando oltre i confini del tollerabile. È un’amara realtà…

Ma oggi noi non vogliamo parlarne solo sotto l’aspetto delle cause e degli effetti di un fenomeno economico che si va allargando a macchia d’olio, anche se siamo tretti entro certi limiti dall’esigenza dell’informazione reale sulla situazione economica almeno per quanto riguarda il settore immobiliare in tutti i suoi vari aspetti.

Ogni giorno il nostro lavoro ci costringe a mettervi al corrente di momenti congiunturali per la casa, per il credito, per il consumo. E mentre scriviamo pensiamo alle angosce che vi procuriamo. E proprio per questo è come trasmettervi panico, invece che fiducia nel futuro.

Ecco perché oggi pensiamo di parlare sì di crisi, ma con l’intenzione di condurvi insieme a noi in un percorso di riflessione, di considerazioni e di nuovi propositi per affrontare la crisi e trasformarla in un momento di sfida, da vincere ad ogni costo. Con il solo intento di farvi guardare al futuro con maggiore ottimismo.

Proviamo a considerare la crisi secondo il pensiero di quel grande fisico e matemico che fu Albert Einstein, facciamole nostre le sue parole, e chissà che magari arriviamo anche noi a considerare la crisi un banco di prova delle nostre capacità, quasi una sfida in una gara che vincerà soltanto chi userà le sue doti migliori, e non solo la rabbia, per vivere, affrontare e superare un momento che sta superando la soglia della sopportazione.

Leggiamole insieme le sue parole: per riflettere e trarne le conclusioni e trovare alternative esercitando quel talento nascosto in ognuno di noi per dare una svolta ad un momento che passerà certamente negli annali della storia. Perché ci ha colpito questa citazione riportata dal periodico “Cosmopolitan” e abbiamo voluto passarvi queste riflessioni perché…lo capirete da soli!!!

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e per le nazioni, perché la crisi porta progresso. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “superato”. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è nella pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza la crisi tutti i venti sono lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”.