Per colpa della crisi economica le famiglie devono stringere la cinghia e a farne le spese sono anche i figli, che per questo diventano sempre più mammoni. Molti ricorderanno Alessandro Siani nel ruolo di Mattia in “Benvenuti al Sud”, il postino che da grande vive ancora con la madre; una mamma che per colazione gli fa trovare sulla tavola la tazza preferita a forma di pupazzo che ha sin da bambino. Per rimanere in tema si potrebbe citare la parte da classico mammone interpretata da Ricky Memphis nel film “Immaturi”.

Si tratta di un agente immobiliare di quasi quarant’anni, mammone convinto, che è amorevolmente accudito dalla madre, ma meno dal padre, e non ha alcuna intenzione di andare a vivere da solo. Ma la realtà ora sembra essere cambiata: infatti, se gli italiani hanno sempre dimostrato di essere mammoni per comodo, oggi, con la crisi economica lo sono per necessità. Ciò è stato evidenziato nel rapporto Coldiretti/Censis, in cui risulta che il 31% dei figli continua ad abitare sotto lo stesso tetto dei genitori.

Dai dati si apprende anche che la metà degli italiani dimostra di non voler spezzare completamente il legame con la parentela, scegliendo di abitare a circa trenta minuti dai genitori. Andando più a fondo nella questione si può notare come questo legame coinvolga le persone adulte di ogni fascia d’età arrivando sino a quella dei 45-64 anni con percentuali alte: 11,8% per chi coabita con i genitori e 58,5% per chi abita nelle vicinanze.

Dai dati di Coldiretti/Censis, dunque, emerge una situazione che preoccupa; questa volta non per svogliatezza dei giovani italiani ma per un clima che, in generale, blocca i figli nel loro sviluppo, nel diventare persone adulte in grado di affrontare le difficoltà della vita. Però c’è anche l’altra faccia della medaglia, perché la famiglia diventa sempre più il rifugio presso il quale trovare riparo, come spiega il presidente della Coldiretti, Sergio Marini:

«Spesso la struttura della famiglia italiana in generale, e di quella agricola in particolare, viene considerata superata mentre si è dimostrata, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini”. Egli ha continuato sottolineando che “la solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come molti si ostinano ad affermare.»

Fonte: Agi