{#La Leggenda del Cacciatore di Vampiri} è il nuovo film diretto dal regista Timur Bekmambetov, impegnato anche nel ruolo di produttore insieme al sempre acclamato {#Tim Burton}. Dietro alla pellicola c’è il romanzo Abraham Lincoln: Vampire Hunter scritto da Seth Grahame-Smith, per l’occasione anche sceneggiatore dell’adattamento cinematografico della storia che racconta dell’identità segreta di uno dei presidenti statunitensi più riconosciuti dell’iconografia a stelle e strisce: quella dell’ammazzavampiri.

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Protagonista de La Leggenda del Cacciatore di Vampiri è Benjamin Walker, giovane attore che nella pellicola affronta un drastico cambiamento a causa del lasso temporale di circa 40 anni affrontato dal suo Abraham Lincoln, affiancato da Dominic Cooper e Anthony Mackie; Mary Todd, moglie di Abe, è invece Mary Elizabeth Winstead. Nei panni dei cattivi succhiasangue ci sono invece Rufus Sewell, il capo dei vampiri Adam, e Marton Csokas.

Abraham Lincoln (Walker) ha perso da bambino la madre, morta a causa di una malattia sconosciuta causata dal morso di un vampiro. Ormai cresciuto, impegnato tra gli studi di legge e il lavoro di bottega, è pronto a dare la caccia ai vampiri pronto a sterminarli tutti; non sarà neanche la carica da 16° Presidente degli Stati Uniti a fermarlo, quando un violento attacco della malvagia stirpe proverà ad attaccare l’esercito nordista, pronto a conquistare la nazione.

I libri di storia diventano un vago ricordo davanti al film di Timur Bekmambetov, un vero mix di situazioni al limite del demenziale con una spruzzata di follia e situazioni paradossali che fanno tanto B movie della vecchia scuola. Schizzi di sangue, voli in stile Matrix e violenza sfrenata diventano il vero filo conduttore di questo viaggio che rivede completamente anni e anni di studi sulla storia americana, riconducendo il tutto a un confuso pastiche in 3D, ausilio che ormai sta diventando una vera e propria consuetudine quando si tratta di azione all’ultimo respiro.

Ne La Leggenda del Cacciatore di Vampiri non manca neanche il tentativo di dare un senso più profondo e acuto alla vicenda, di per sé surreale ai massimi livelli, sottolineando il parallelo tra esercito sudista e schiavitù, fisica come quella avvenuta realmente ai tempi e psicologica come quella tra i vampiri mandati al massacro dal nugolo di potenti che ne muove i fili nell’ombra. Scontri, battaglie, guerra: il movimento non manca, seppur il tutto venga caricato spesso inutilmente da una serie di effetti speciali che nulla aggiungono alla pellicola, se non un eccesso di ricercatezza per sopperire palesemente alle mancanze della sceneggiatura.

È il tono che ricerca a tutti i costi un inutile realismo a far uscire dal seminato lo sviluppo narrativo, incapace di osare con un tocco di esuberanza in più che avrebbe almeno aiutato il film a lasciarsi completamente alle spalle tutti i vezzi della ricerca storica – introdotta con scene lunghe e tanto, troppo statiche – creando un vero e proprio divertissement accettata dopo accettata per mano del Lincoln di Walker. La Leggenda del Cacciatore di Vampiri si posiziona così, senza dubbio, nell’ampia cerchia dedicata alle uscite estive, tutto azione e poca voglia di pensare; la storia continua, per fortuna, a dormire sonni tranquilli.