No, prima che mi attacchiate, non è un mio pensiero. Si tratta di un concetto che ho trovato su un altro blog di questo network: su oneOpenSource.

Si parte da una notizia: “Mark Shuttleworth non è più il CEO di Canonical“, per farla breve, al suo posto ci sarà una donna, tale Jane Silber.

Quello che mi stupisce sono i commenti al post stesso, il primo esordisce così:

[…] l’idea che una delle distribuzioni principali di linux (Ubuntu ndr) finisca nelle mani di una donna non mi entusiasma affatto, altro che “iniziare a fare sul serio” io comincio a intravedere un progressivo tracollo[…].

La discussione ovviamente continua, con altre frasi, con attacchi e difese:

[…] UBUNTU e destinato alasciare il passo ad altre ottime distro […]

considerare uomini e donne allo stesso livello non significa essere dei falsi perbenisti (non stiamo parlando di pugilato ma di intelletto), ma semplicemente accettare la realtà dei fatti

Voi cosa ne pensate? Può una donna essere al comando di una società legata alla programmazione e all’Open Source? O è meglio lasciare spazio agli uomini su questioni così delicate?

Per le donne che non sanno di cosa parliamo, si tratta di un sistema operativo, come Windows, quello che abbiamo sul PC. In pratica, per fare un paragone, è come se una donna andasse a capo di FIAT (azienda legata alla figura maschile).