Acuta o cronica, la laringite è un processo infiammatorio a carico del primo tratto delle vie aeree, quello che si trova più vicino alle corde vocali; tale patologia rende difficile il passaggio dell’aria perché le mucose, infiammate, risultano aumentate di volume e può essere causata da una infezione virale o da un batterio (Streptococcus, Staphylococcus e Haemophilus influenzae) e, a volte, può essere conseguente a bronchiti, tracheiti o faringiti.

Nei bambini con meno di tre anni, la laringite si manifesta con una tosse secca e stizzosa, febbre e voce bassa. Il respiro può essere affannoso e simile a un fischio: per questo può agitare molto il piccolo cui potrà sembrare di soffocare; in caso di pianto, che peggiora la sintomatologia, può manifestarsi cianosi (colorito bluastro) di mani e labbra.

La laringite acuta di solito si risolve velocemente, nell’arco di 48, 72 ore, ma la tosse può continuare per 1 o 2 settimane. Può succedere di confondere la tosse causata dalla laringite e la pertosse, ma la prima compare nella fase iniziale dell’infezione, mentre la pertosse presenta tre fasi diverse e ha solitamente un esordio di tipo catarrale.

Cosa fare? L’aerosol con adrenalina e cortisone è la terapia più efficace della laringite, seguendo le indicazioni del pediatra. Tieni il piccolo in posizione eretta e cerca di calmarlo perché possa respirare meglio, se non dovesse bastare prova con dei suffumigi (basteranno 10 minuti di inalazione di vapore): tieni il bambino vicino a un vaporizzatore o a un umidificatore; se non ne possiedi, puoi provare con l’acqua che bolle oppure con l’acqua calda del rubinetto tenendo chiusa la porta del bagno, così che il piccolo sia avvolto dal vapore: inalandolo si sentirà meglio perché l’infiammazione si ridurrà. In caso di febbre molto alta, il pediatra potrà suggerirti di somministrare al bambino del paracetamolo.

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