Il lavoro nell’ambito della sanità è uno dei più richiesti. Una figura professionale come quella del medico è sempre utile e si rivela indispensabile in qualsiasi contesto e in qualsiasi epoca storica – al di là della crisi economica.

Tuttavia, il lavoro nel settore della sanità non si riduce alla sola figura del medico, mestiere che non tutti intraprendono a causa del lunghissimo percorso di studi che la Facoltà di Medicina impone. Esistono numerosi altri tipi di mestieri in ambito socio-sanitario, ugualmente utili e richiesti più del medico.

L’infermiere è, senza ombra di dubbio, la figura professionale che, assieme a quella del medico, percorre i corridoi degli ospedali, garantendo assistenza, aiuti e primi soccorsi. Per diventare infermieri occorre una laurea triennale (a cui, eventualmente, si può aggiungere una specialistica). Sempre tra le corsie degli ospedali, è possibile svolgere altri tipi di mestieri, dagli operatori socio-sanitari fino ad arrivare a quelle figure che garantiscono l’assistenza base ai pazienti (cibo, pulizia, cambio dei letti).

L’ostetrica è uno dei mestieri più affascinanti che si possano intraprendere in ambito ospedaliero: far nascere i bambini è un emozione unica, ma anche un mestiere delicato, per il quale occorre una specializzazione universitaria (in Italia, almeno tre anni di studi).

Il fisioterapista lavora negli ospedali, pubblici e privati, e anche presso il proprio studio personale. È un mestiere continuamente richiesto, vista la sua importanza. Il fisioterapista è necessario per tutti coloro che abbiano subito traumi e fratture e che debbano risvegliare e riattivare una parte del corpo, ma anche per chi è allettato e ha bisogno di muoversi. Anche in questo caso occorre la laurea in fisioterapia.

Il lavoro in ambito ospedaliero non è limitato solo ai mestieri ora elencati. Anzi, gli ospedali sono ricchi di laboratori biologici, all’interno dei quali vengono svolte le analisi sui campioni di sangue dei pazienti. Senza le analisi provenienti dai laboratori, i medici non potrebbero svolgere con completezza il loro lavoro. Per fare l’analista ci si può laureare in biologia.

Uscendo fuori dagli ospedali, possiamo trovarci di fronte a due mestieri di vitale importanza: il farmacista e il soccorritore (spesso nominato “paramedico”).

Il farmacista, per operare, deve avere conseguito una laurea. Conoscendo la chimica e avendo studiato nozioni importanti riguardanti varie patologie, il farmacista non è solo colui o colei che fornisce farmaci ai pazienti, ma anche quella persona che può dare validi consigli su piccoli disturbi passeggeri. A seguito del decreto liberalizzazioni, il farmacista ora ha la possibilità di lavorare e di aprire autonomamente una parafarmacia.

Il soccorritore è di estrema importanza: è colui che offre i primi soccorsi in ambulanza, non appena viene segnalata l’emergenza. A volte, il soccorritore è proprio colui che individua il problema con prontezza e che può rivelarsi fondamentale per salvare la vita del paziente. Bisogna seguire dei corsi specifici per intraprendere questa carriera, corsi disciplinati dalla Regione cui si fa riferimento.

Fonte: Money