Sono poche le donne che, almeno una volta, non hanno provato a consumare barrette dietetiche per un periodo di tempo sperando in un dimagrimento veloce ed evidente. Come ogni soluzione per perdere peso, ci sono i pro e i contro, e in ogni caso qualsiasi iniziativa che modifica lo stile alimentare dovrebbe essere preceduta da un consulto con un esperto in materia.

Cosa sono le barrette dietetiche? Si tratta di alimenti apparentemente simili ai classici snack acquistabili al supermercato o presso i distributori automatici, tuttavia il loro contenuto è decisamente differente. Non sono cibi che possono essere consumati lontano dai pasti come spuntini veloci, ma rappresentano proprio un’alternativa al pasto principale, generalmente quello di metà giornata.

Solo per fare un esempio, spesso due barrette corrispondono a un pasto, e ciò non significa che durante la cena si possa strafare assumendo un eccessivo apporto calorico. Questo perché le barrette sono formulate in modo da contenere al loro interno la quantità di nutrienti ideale per un pasto, bilanciata tra proteine e grassi, carboidrati, vitamine e naturalmente anche fibre.

Spesso portare avanti una dieta a base di barrette è consigliato solo per un lasso di tempo limitato, corrispondente a circa due o tre settimane. Il dimagrimento nella maggior parte delle volte è visibile, ma solo se le indicazioni vengono seguite scrupolosamente e non eccedendo nell’apporto calorico durante il resto della giornata.

Il rovescio della medaglia, tuttavia, c’è. I risultati ottenuti sono duraturi? Le barrette danneggiano la salute? Al di la delle promesse che ruotano intorno a questo tipo di prodotti, infatti, spesso in breve tempo riacquistano i chili persi. Nessuna dieta ha effetti miracolosi se non è seguita da un regime alimentare di mantenimento.

Una recente ricerca, inoltre, ha sottolineato i possibili danni alla salute delle barrette dietetiche, puntando il dito contro un dimagrimento eccessivo e ottenuto in tempi brevissimi. Secondo uno studio condotto presso l’Università del Kentucky, gli effetti collaterali non sono pochi: scompensi ormonali, cefalee, ansia, problemi a livello intestinale e in alcuni casi anche depressione.

A essere condannata, infatti, è proprio la totale mancanza di un riferimento in campo nutrizionistico che limiti i danni al fisico. C’è anche chi focalizza l’attenzione sulla necessità di accompagnare qualsiasi dieta con un’attività fisica regolare. In questo modo, infatti, è possibile dimagrire senza fare troppe rinunce e, soprattutto, senza privarsi del gusto del cibo, che può arrivare da un piatto di insalata o di semplice pasta al pomodoro priva di condimenti, ma che sicuramente una secca barretta non è in grado di fornire.