Tanto nutrienti quanto care: le verdure, l’alimento più consigliato dagli esperti in una dieta completa ed equilibrata, risulta essere anche quello più costoso sullo scontrino di un qualsiasi supermercato.

Se ci si sofferma poi sul tempo da impiegare per pulirle, lessarle e cucinarle, la maggior parte delle persone preferiscono pranzare o cenare in un ristorante, nonostante il rincaro dei prezzi abbia colpito anche fast food e pizzerie.

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L’aumento del prezzo della verdura, che ormai ha toccato il 12%, sarebbe diretta conseguenza dell’aumento del costo dei carburanti per il trasporto, secondo quanto riporta l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori.

Una soluzione al problema, a detta del presidente dell’Adoc Carlo Pileri, potrebbe essere l’impegno da parte del Governo a sostegno delle famiglie:

“Non è un caso che il prezzo delle verdure fresche sia cresciuto del 12%, ma è la conseguenza diretta del caro benzina. Per questo è urgente che si realizzi la riforma della rete dei carburanti, non solo al fine di contrastare il caro benzina ma anche per arrivare a un taglio del 15% dei prezzi dei prodotti alimentari, visto che questi sono per oltre l’80% trasportati su gomma e subiscono le oscillazioni di prezzo del petrolio. Il Governo deve intervenire a sostegno dei consumatori e delle famiglie, non bastano più le parole, occorrono i fatti.”

E nonostante i progetti che mirano a insegnare le famiglie le basi di una corretta e sana alimentazione, pare quasi impossibile riuscire a educare i consumatori se i prezzi continuano a salire alle stelle: anche pane e cereali, infatti, sono stati colpiti dall’inflazione.