Il linfodrenaggio  è una tecnica attraverso cui procedere, grazie alla stimolazione degli organi, all’eliminazione naturale dei liquidi in eccesso presenti nell’organismo e che solitamente vengono espulsi servendosi dell’azione di pelle, apparato respiratorio, fegato, intestino oppure dell’apparato urinario. Il linfodrenaggio, così come suggerisce il nome stesso della tecnica terapeutica, permette quindi al sistema linfatico – che permette alla linfa di fluire nei liquidi corporei – di essere drenato e di funzionare meglio. I liquidi in eccesso presenti nell’organismo rappresentano infatti una sorta di barriera che impedisce il corretto funzionamento e può quindi causare problemi.

La linfa non viene spinta nel corpo attraverso la normale attività cardiaca ma grazie all’azione dei muscoli: ciò significa che quando i tessuti muscolari non funzionano a dovere, il meccanismo di pompaggio si inceppa e la linfa tende a ristagnare, andando così ad accumularsi all’interno dei tessuti. È per questa ragione che chi ha bisogno del linfodrenaggio, in genere, tende ad avere piedi, caviglie braccia o mani gonfi. Tutto ciò accade perché i liquidi si accumulano negli spazi interstiziali, fino a causare quello che viene definito un edema.

Per evitare l’accumulo di liquidi e per prendersi cura del proprio sistema linfatico, è prima di tutto necessario svolgere un’abituale attività fisica e alimentarsi in modo sano. Qualora dovesse esservene bisogno, invece, si possono ricorrere anche alle tecniche terapeutiche di linfodrenaggio, per aiutare a smaltire i liquidi. Esiste il linfodrenaggio manuale, una sorta di massaggio che stimola i muscoli e favorisce l’espulsione dei liquidi.

Linfodrenaggio: come farlo

Il linfodrenaggio è quindi un massaggio che viene effettuato su tutte le aree che interessano il sistema linfatico (in particolare milza, timo, noduli linfatici e linfonodi).

Non si tratta di una tecnica terapeutica di facile esecuzione e proprio per questo il massaggiatore che la esegue dovrebbe essere particolarmente esperto. Ciò è assolutamente necessario affinché il linfodrenaggio possa andare a buon fine e aiutare davvero a smaltire i liquidi in eccesso che si sono accumulati nel tempo. Il massaggio si esegue con un leggero movimento di pressione sulla cute, un movimento che deve essere lento e delicato al tempo stesso e che deve essere composto anche di spinte tangenziali. Occorre seguire il percorso della linfa ed è per questo che si parte massaggiando il collo e si passa poi alle altre parti del corpo.

I movimenti tipici del linfodrenaggio, che il massaggiatore esperto conosce bene, sono quattro: spinte circolari, rotatorie, movimenti a pompaggio ed erogatori. Eseguirli correttamente tutti e quattro sul paziente è fondamentale per l’ottima riuscita della tecnica terapeutica.

Non c’è un numero predefinito di sedute: quest’ultimo varia in base alla gravità della situazione presentata dal singolo soggetto. Il linfodrenaggio si effettua direttamente con le mani e non prevedere l’impiego di creme o oli: l’attrito tra mani e cute del paziente è infatti assolutamente necessario per favorire il drenaggio dei liquidi ristagnanti.